Anglotedesco

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venerdì 22 gennaio 2021

Biden vara il maxi piano per l'America dei poveri


di Francesco Semprini 

Joe Biden prosegue l'attuazione della sua agenda politica per i primi cento giorni di governo con la firma di due decreti volti a far fronte all'emergenza economica causata dal Covid. Misure che tradiscono un ricollocamento del neopresidente su posizioni progressiste e sullo sfondo di una faida in Senato sull'impeachment di Donald Trump. Il primo ordine esecutivo fissa a 15 dollari l'ora il salario minimo per dipendenti pubblici e società coinvolte in appalti federali. La seconda prevede un rafforzamento del programma di buoni pasto pari al 15 per cento, tale da tradursi in circa 50 dollari in più al mese per ogni famiglia con tre figli. Il presidente ha poi dato disposizione al dipartimento dell'Agricoltura di estendere gli aiuti ad altri 12 milioni di persone e di rivalutare la base sociale per determinare i cittadini meritevoli di tali benefici. Il dipartimento del Lavoro dovrà invece erogare sussidi di disoccupazione nel caso di incapacità ad accettare un impiego per accertati rischi di salute. Si prevede anche l'introduzione di un meccanismo di coordinamento tra agenzie federali per agevolare i cittadini ad orientarsi meglio nell'intricato sistema dei sussidi e comprendere più agevolmente a quali categorie si ha diritto ad accedere. «Porre fine alle sofferenze è un obbligo morale e un imperativo economico», afferma il presidente Joe Biden in merito al fatto che nonostante negli Usa 16 milioni di persone stiano al momento ricevendo un qualche tipo di sussidio di disoccupazione, altri 29 milioni hanno ancora difficoltà all'accesso di generi di prima necessità, ovvero soffrono la fame. Questo anche a causa della pandemia, che oltre ad aver ucciso 410 mila persone, ha anche polverizzato milioni di posti. I decreti, giunti nel giorno del via libera del Senato all'ex generale Lloyd Austin (primo afroamericano) a guidare il Pentagono, servono a contrastare la crisi in attesa che il Congresso approvi il piano di stimoli da 1.900 miliardi di dollari, spiega il direttore del Consiglio economico nazionale, Brian Deese. «Non si tratta di misure sostitutive ma di un'ancora di salvezza» per milioni di cittadini che hanno bisogno di assistenza immediata. La "Bidenomic", tuttavia, tradisce lo spostamento a sinistra del baricentro economico di Biden il quale a parole professa azioni di governo improntate a moderazione e centrismo, ma di fatto si allinea alla virata progressista del partito democratico. Col rischio di complicare il dialogo in Senato già minato dall'arrivo lunedì della messa in stato di accusa di Trump per istigazione all'insurrezione degli attivisti che il 6 gennaio hanno occupato Capitol Hill.La Camera alta si trasformerà così in un'aula di tribunale, con conseguenti spaccature tra democratici e repubblicani destinate a influire negativamente su altri iter legislativi, al punto da rappresentare un primo banco di prova per la tenuta dell'amministrazione Biden. 

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