Anglotedesco

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martedì 19 gennaio 2021

Bruxelles e i dubbi sulla patente d’immunità


da IL CORRIERE DELLA SERA del 19 gennaio 2021.Francesco Basso

Giovedì i leader Ue parleranno anche del «certificato vaccinale» durante la videoconferenza convocata dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel per discutere di come rispondere in modo coordinato alla pandemia di Covid-19, facendo il punto sulla campagna vaccinale. La salute è una competenza esclusiva nazionale, per questo è difficile il coordinamento a livello europeo.Come emerso ieri nella riunione preparatoria tra i ministri per gli Affari europei, il tema di un «passaporto vaccinale» che consenta alle persone di viaggiare liberamente nell’Ue, sollevato la scorsa settimana dal premier greco Kyriakos Mitsotakis, è controverso e presenta delle criticità giuridiche. Il vicepresidente della Commissione Ue Maros Sefcovic, al termine del Consiglio Affari generali, ha ricordato che «la vaccinazione è facoltativa» e che «ci sono tanti che non possono essere vaccinati». La Commissione vuole «evitare di creare un trattamento differenziato tra le persone o limitare i loro diritti». Nella lettera d’invito ai leader Ue, Michel spiega che «l’accelerazione della vaccinazione in tutta l’Ue è la nostra priorità assoluta» e che «il processo di vaccinazione apre il dibattito sulla certificazione». I capi diStato e di governo discuteranno «l’idoneità di un approccio comune alla certificazione ed eventualmente in base a quali circostanze i certificati potrebbero essere utilizzati».Per la segretaria di Stato portoghese per gli Affari europei, Ana Paula Zacarias, c’è anche un’altra questione: «Si deve capire come riconosceremo questi certificati a livello europeo, se adottare una piattaforma digitale o meno». E Sefcovic ha spiegato che la Commissione sta «già lavorando con gli Stati a linee guida per assicurare l’interoperabilità dei certificati digitali di vaccinazione. In questo momento — ha sottolineato — la cosa più importante è raccogliere i dati a scopo medico».Anche la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, venerdì scorso aveva riconosciuto l’importanza medica di un certificato vaccinale, lasciando a «una decisione politica e giuridica discussa a livello europeo» gli eventuali diritti che ne potrebbero derivare. In questo senso per Francia e Germania è un dibattito ancora prematuro.La priorità, sottolinea la Commissione in una comunicazione che sarà pubblicata oggi al termine del collegio dei commissari in vista della riunione di giovedì, è accelerare le vaccinazioni e le forniture di vaccini, intensificare i test anche con l’uso di quelli antigenici e l’analisi dei dati. Sefcovic ha spiegato che per tenere traccia dei progressi il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) raccoglierà i numeri chiave dagli Stati membri, due volte alla settimana: quante dosi di vaccino sono state consegnate e quante vaccinazioni hanno avuto luogo. Inoltre aumentare le forniture «potrà significare sia investimenti in nuovi impianti produttivi che stringere accordi con i produttori per le riconversioni».

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