Anglotedesco

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domenica 24 gennaio 2021

Bruxelles e Roma: «Pronti alle cause per avere le dosi»

 




da IL CORRIERE DELLA SERA del 25 gennaio 2021.Giovanna Cavalli

L’Unione europea intende fare rispettare i contratti firmati dalla Pfizer, anche ricorrendo alle vie legali, se fosse necessario. Così ha dichiarato ieri Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, spiegando che, in caso di ulteriori ritardi nella consegna delle dosi pattuite di vaccino contro il Covid-19 «saranno utilizzati tutti i mezzi giuridici a nostra disposizione». L’Ue insiste nel pretendere trasparenza sulle ragioni dello slittamento annunciato dal colosso farmaceutico statunitense. «Quando abbiamo battuto i pugni sul tavolo, il ritardo di diverse settimane si è trasformato in un rallentamento delle consegne», ha rivendicato l’ex premier belga.Anche l’Italia minaccia il ricorso alle carte bollate. Dopo il premier Giuseppe Conte, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, da Lucia Annunziata a Mezz’ora in più su Raitre, si è dichiarato pronto all’offensiva legale: «La mancanza di dosi anti virus è un contratto europeo che due aziende, Pfizer e Moderna, non stanno rispettando e noi gli faremo causa, non per avere un risarcimento ma il vaccino». Francesco Boccia, ministro degli Affari regionali invoca fermezza: «Sono stati presi accordi ben precisi e pretendiamo che quei numeri vengano rispettati». Il commissario straordinario Domenico Arcuri accusa: «Ritardi insopportabili, queste aziende stanno trattando 27 Paesi europei come poveracci».Qualcosa si è mosso. «Dalla prossima settimana la fornitura del vaccino tornerà a regime», fa sapere la Pfizer. Specificando che «dall’8 al 18 gennaio sono state inviate le fiale previste dal piano di ordinazione, poi c’è stata la riduzione a causa del riadattamento del sito produttivo belga di Puurs». E ribadendo che alla base c’è un fraintendimento nel conteggio. «Con la decisione del governo di somministrare 6 dosi anziché 5, abbiamo ridotto il numero di fiale, ma non di dosi previste, che resta lo stesso».«Trovo opportuno che sia l’Europa a trattare con le aziende», ha detto Giorgio Palù, presidente di Aifa (Agenzia italiana del farmaco). «Se crediamo a quello che è scritto sul sito della Pfizer, dal 15 febbraio inizieranno a produrre a pieno ritmo e per la fine dell’anno invece di 1,2 miliardi di dosi ne allestiranno oltre due».

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