Anglotedesco

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venerdì 29 gennaio 2021

Fico dovrà verificare se c'è una maggioranza


di Niccolò Carratelli 

Sarà Roberto Fico a "esplorare" il sentiero che porta a un terzo governo Conte. Sergio Mattarella ha deciso di affidare al presidente della Camera il mandato di verificare la possibilità di ricomporre la maggioranza. Inizierà oggi, ha tempo fino a martedì per capire, in particolare, se le condizioni poste da Italia viva consentiranno un nuovo accordo programmatico con lo stesso premier. Al termine delle consultazioni, il capo dello Stato si è presentato ai giornalisti, nel salone delle feste del Quirinale, per comunicare che «è emersa la prospettiva di una maggioranza politica composta a partire dai gruppi che sostenevano il governo precedente», ma che «questa disponibilità va verificata nella sua concreta praticabilità». Non si è fidato, insomma, a conferire subito un incarico pieno a Conte, rischiando di bruciarlo nel confronto con Iv. Ha preferito mandare avanti Fico a vedere le carte di Renzi e, da storico esponente 5S, a valutare i danni dentro al Movimento. Scosso dalla dura presa di distanza di Alessandro Di Battista rispetto alla linea dialogante espressa dal capo politico reggente Vito Crimi, «per un governo politico che parta dalle forze di maggioranza che hanno lavorato insieme in questo ultimo anno e mezzo». L'ex deputato, in un post su Facebook, ha definito Renzi un «accoltellatore professionista» e ha detto che «tornare a sedersi con lui significa commettere un grande errore politico e storico». Poi l'avvertimento: «Prendo atto che la linea è cambiata, non ho cambiato opinione, arrivederci e grazie», ha scritto Di Battista, prospettando il suo addio al M5S. Come lui la pensano alcuni parlamentari, tra cui l'ex ministra Lezzi e il presidente della Commissione antimafia Morra. Difficile, però, prevedere quanti arriverebbero a non votare un'eventuale fiducia al Conte Ter in caso di presenza in maggioranza dei renziani. Che incassano la caduta del veto nei loro confronti: «Mi sembra che la risposta del M5S sia coerente con la richiesta fatta. Verificheremo i prossimi passaggi, confrontandoci sui contenuti», ha spiegato il presidente di Iv, Rosato. Renzi ha apprezzato la «scelta saggia di Mattarella, che sarà onorata da Italia viva», ma in sordina continua a spingere il nome di Draghi per un governo di unità nazionale. Un nome che scalda diversi cuori anche nel centrodestra, soprattutto in Fi. Ieri la delegazione unitaria salita al Colle, con una dichiarazione letta da Salvini, ha confermato la richiesta di elezioni, ma ha anche offerto la disponibilità a «valutare, ove non si andasse a elezioni, ogni decisione che spetta costituzionalmente al capo dello Stato». Una formula di cortesia, che implica l'apertura a un governo istituzionale. Con un livello di convinzione molto diverso tra Fi, Lega e FdI. Se l'esplorazione di Fico fallisse e la strada per riportare Conte a palazzo Chigi venisse interrotta, Mattarella potrebbe tentare le larghe intese prima di rassegnarsi a una discesa libera verso le urne. E, a quel punto, la compattezza sfoggiata finora dal centrodestra potrebbe mostrare più di una crepa. 


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