Anglotedesco

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giovedì 28 gennaio 2021

Franceschini: no ai figuranti a Sanremo.Amadeus: così non conduco lo spettacolo


di Michela Tamburrino 

Tutti contro tutti e tutto per il Festival di Sanremo. In questo momento di crisi di Governo, anche una sfida canora può essere buttata in politica. La possibilità che il Festival di Sanremo si svolga in ossequio a un'apparente normalità, o che non si svolga affatto è appeso a un distinguo impercettibile e inspiegabile ai più, a chi Sanremo segue, soprattutto. Il Teatro Ariston può equipararsi a uno studio televisivo o deve essere trattato quanto teatro? Nel primo caso, come accade al Teatro Delle Vittorie a Roma sede degli show del sabato sera, via libera al pubblico contrattualizzato come nelle trasmissioni di Canale 5, per esempio Amici di Maria De Filippi, con le procedure di sicurezza in uso nelle trasmissioni tv. Nel secondo caso, Ariston considerato teatro, allora no, vietato lo spettacolo in presenza di pubblico che sia esso pagante o pagato. Su questo distinguo che decreta la vita o la morte di un Festival che per la Rai significa 40 milioni di movimento considerando l'indotto, si è scatenato il dibattito. Tra i primi a dare fuoco alla miccia è stato il ministro Dario Franceschini sollecitato dalla lettera del ministro Roberto Speranza. In principio aveva fatto fede uno screenshot della Faq preso dal sito di Palazzo Chigi nel quale si legge chiaro che «la presenza di un pubblico funzionale allo show è ammesso dal Dpcm vigente». A questo si era attaccata la Rai per ribadire che nei giorni del Festival il Teatro Ariston è a tutti gli effetti uno studio tv. Ma il ministro Franceschini, in appoggio al collega Speranza, invece twittava: «Il Teatro Ariston di #Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile». E Franceschini così ha fatto pace con teatranti e gente di cinema che si era sentita poco appoggiata in passato. Infatti ha subito incassato l'appoggio dell'Agis. In questa presa di posizione vicina a Speranza, Franceschini è stato aiutato dal regolamento ufficiale di Sanremo Festival che nel disciplinare le funzioni del direttore artistico, recita: «... è chiamato ad elaborare il progetto di spettacolo». Dunque spettacolo e non trasmissione tv. Scatta compatta la politica in difesa degli uni e degli altri. Forza Italia è per un rinvio della gara mentre la Lega vorrebbe un pubblico vero e non di figuranti per dare all'Italia un segnale di ripresa. Il Pd sostiene che Amadeus si debba mettere l'anima in pace, «le sue minacce di lasciare la conduzione del Festival se non dovesse essere garantita la presenza del pubblico, sono fuori luogo». Ma Amadeus non fa una piega, anzi, ribadisce che mai farà marcia indietro su quanto già detto. Stessa convinzione comunicata all'ad della Rai Fabrizio Salini nell'incontro che i due hanno avuto. Amadeus davanti a una sala vuota conduce un bel nulla. Sempre durante lo stesso incontro il conduttore ha detto che attenderà la risoluzione del Cts, il Comitato tecnico scientifico preposto a dare le linee guida nella strategia anti-Covid. E poi deciderà. E il Cts su qualcosa si è già espresso, partendo dalla preoccupazione per il rischio assembramenti in città. Ma soprattutto gli esperti si sono detti perplessi circa la possibilità di far svolgere il festival alla presenza del pubblico, sia pure figurante. Un brutto colpo per la Rai che ha immediatamente risposto con un documento sulla riorganizzazione completa del Teatro Ariston per far sì che vengano rispettate le misure di sicurezza in vigore. Misure che peraltro erano già state prese, chiudendo la galleria e togliendo 18 file di platea per consentire una seduta a scacchiera e il distanziamento dell'orchestra. I tecnici hanno sollevato diverse questioni oltre le disposizioni che regolano appunto gli spettacoli teatrali da consumarsi in assenza di pubblico. Altro elemento è legato alla situazione epidemiologica. Ad oggi la Liguria è regione gialla ma se dovesse diventare arancione o rossa? E come si aggira il coprifuoco alle 22 a Festival appena iniziato? Gli scienziati nell'incontro con i vertici Rai hanno assicurato che la prossima settimana stileranno il loro protocollo. Non prima d'aver visionato l'elaborato sanitario che i vertici Rai stanno mettendo a punto in fretta, da consegnare in breve tempo al Cts. Un ultimo, disperato tentativo di salvare il Festival. Poi tra le varianti impazzite c'è il mass gatherings, gli assembramenti incontrollati fuori dall'Ariston per vedere i cantanti e le star. Si stima che potrebbero arrivare in città circa sessantamila persone e tutte concentrate in un'area ristretta. Tra quelli del sì, anche Chiambretti che vuole il Festival in qualsiasi condizione venga fatto ed Enrico Mentana che posta la foto del pubblico di figuranti tamponato durante una trasmissione di Costanzo con Speranza seduto al suo fianco e si chiede: «Perché non farlo anche a Sanremo? » .

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