Anglotedesco

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venerdì 29 gennaio 2021

Il Pd spiazzato dai tempi lunghi:«Così Renzi può fare altri ricatti»


 

di Carlo Bertini 

«E ora come la mettiamo? Questi tempi lunghi danno un vantaggio a Renzi». Cinque minuti dopo l'annuncio dal Colle di un mandato a Fico che durerà quattro giorni, scatta una «call» immediata dello stato maggiore del Pd. Fino a un'ora prima tutti sicuri che Mattarella avrebbe conferito un incarico a Conte: visto il via libera dei 5stelle a Renzi e il placet del rottamatore a stretto giro di posta. Un via libera costato al Pd un'opera «durissima» di persuasione, con Graziano Delrio ventre a terra insieme al capogruppo M5S Crippa, con telefonate ai senatori grillini...E invece. Niente incarico a Conte.Un problema in più. Nicola Zingaretti si collega con Andrea Orlando, Dario Franceschini e Goffredo Bettini per decidere il da farsi. E in fretta, perché a stretto giro arrivano le reazioni (plaudenti) di Renzi alla decisione del Colle e quelle (consenzienti) di Crimi, Di Maio e grillini sparsi. La parte buona della questione è che Fico potrà vagliare meglio di altri se i senatori irriducibili anti-renziani, che non voteranno la fiducia al Conte ter, «siano davvero 3-4 come dicono gli ottimisti». I dem stilano un comunicato che suona come una cortese presa d'atto. «Ci auguriamo che tutte le forze che si sono dette disponibili a definire un nuovo patto di legislatura, siano conseguenti, procedendo rapidamente in tal senso». Come a dire, Renzi non la tiri ancora per le lunghe. Già da questo richiamo "all'urgenza", si capisce che i vertici dem non gradiscono la scelta di Fico al posto di quella di Conte. «Sorpresa» è la parola che risuona al Nazareno. Per non farne rimbalzare all'esterno altre che possano scalfire il dovuto rispetto per le scelte indiscutibili del presidente della Repubblica. Ma dietro questa parola si cela un turbinio di considerazioni inespresse in pubblico.No a Fico premierLa prima è che un tempo così lungo (con Fico che comincerà solo oggi pomeriggio i colloqui) possa dare a Renzi nuove occasioni di intorbidire le acque. Gli ufficiali di collegamento col campo renziano fanno sapere che «Matteo potrebbe provare a usare Fico, per trascinarlo in gioco e poterlo indicare come premier preferito a Conte». Un timore stoppato nelle telefonate con i vertici grillini: «Di Maio e gli altri non daranno alcuna sponda ad una simile operazione», è la garanzia recapitata a Zingaretti. E la call riparte. Il secondo timore è che Renzi possa usare questo tempo per rilanciare un governo di larghe intese con la destra. «E qui gli diremo no senza se e senza ma», battono il pugno i dem. diktat sulle poltroneIl terzo timore, è che Renzi riparta «con i suoi soliti ricatti: della serie, non chiudo l'accordo con Fico sul patto programmatico se non mi date anche il ministero dell'Economia o chissà che altro». E qui i pezzi grossi del partito lanciano le esclamazioni più dure. «Se si azzarda a parlare di poltrone, lo denunciamo pubblicamente!». Insomma, questo giro di Fico deve servire a vedere solo (e non è poco) se vi sia una base programmatica in grado di sostenere il governo Conte ter. Ma la partita non si semplifica certo. Come si vede, si complica. «il patto ferreo»Un dirigente fa notare che blindare un patto sui temi voluti dai dem, che sono riforme, lavoro e giustizia, serve a impendire a Renzi di avere alibi nel prossimo futuro per far di nuovo ballare il governo. «Per questo il patto sia ferreo!», tuona nella call Goffredo Bettini. Mentre Dario Franceschini, il più in sintonia con la scelta di Mattarella, prova a gettare acqua sul fuoco, «perché se ci riesce tutta l'operazione, questi tempi non sono poi così lunghi». Ma il Pd ora soffre. 

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