Anglotedesco

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martedì 19 gennaio 2021

Il Regno Unito corre: 4 milioni di vaccinati




 da IL CORRIERE DELLA SERA del 19 gennaio 2021.Luigi Ippolito

La Gran Bretagna si avvia a battere tutti nella corsa alla vaccinazione di massa. Ieri è stato superato il traguardo di 4 milioni di persone immunizzate: l’obiettivo del governo è vaccinare tutta la popolazione adulta entro settembre, ma a questo ritmo — stanno eseguendo 140 punture al minuto — sperano di poterci riuscire già a fine giugno.Più di metà dei 2,8 milioni di ultraottantenni hanno già ricevuto la prima dose: da ieri hanno cominciato a chiamare gli ultrasettantenni, che sono 4 milioni e mezzo, più un altro milione di persone vulnerabili (qui si è deciso di procedere per fasce di età, partendo dai più anziani).Il primo traguardo è fissato per metà febbraio, quando si conta di aver vaccinato tutte le categorie più a rischio, che contribuiscono all’88 per cento dei decessi da Covid. A quel punto, da marzo, si potrà pensare ad allentare l’attuale lockdown, che è stato imposto a fine dicembre in tutto il Paese. E per fine marzo si spera quindi di immunizzare tutti gli over 50, che costituiscono il 99 per cento delle vittime del virus. Dopo di che si penserà alle fasce di età più basse, probabilmente cominciando da insegnanti, poliziotti e lavoratori dei supermercati, cioè i più esposti al contatto col pubblico.

L’effetto finale è quello cui si sta già assistendo: Londra che stacca tutti nella corsa all’immunità. Ma come ci stanno riuscendo? Già una settimana fa avevano aperto sette centri di vaccinazione di massa, come ad esempio l’Excel, un enorme centro congressi alla periferia est di Londra. E da ieri mattina sono operativi altri dieci di questi siti, fra cui stadi da rugby e cattedrali, che si aggiungono a 1.200 fra ospedali e ambulatori medici. Nei prossimi giorni si comincerà a vaccinare sette giorni su sette, 24 ore su 24, per poter centrare gli obiettivi. A contribuire allo sforzo si è mobilitato anche un esercito di volontari, comuni cittadini che hanno risposto all’appello lanciato dal Sun, il quotidiano popolare. E sono stati impiegati i militari per assicurare la distribuzione delle dosi.

«Siamo sulla via di uscita», ha detto ieri il ministro della Sanità, Matt Hancock, affermando che l’epidemia è in procinto di essere messa sotto controllo. Inutile dire che molti a Londra attribuiscono il merito del successo proprio alla Brexit: la Gran Bretagna non ha dovuto attendere le procedure europee e ha potuto avviarsi spedita prima di tutti. E in effetti nella Ue la campagna vaccinale fatica a decollare (anche se l’Italia sta facendo meglio degli altri). Ma in più Boris Johnson si sta giocando la credibilità politica e la sua stessa permanenza al potere: nel suo partito conservatore sono in molti a essere impazienti di uscire dal lockdown, un obiettivo che può essere conseguito solo grazie alla immunizzazione di massa. Boris è stato già avvertito: se le restrizioni si dovessero prolungare un giorno di più, verrebbe sfiduciato. Dunque ci sono tutte le ragioni, da parte del governo, per spingere sull’acceleratore. Da Downing Street fanno filtrare di essere «impazienti» di togliere le restrizioni alle libertà individuali, anche se sottolineano che vogliono evitare fughe in avanti di cui poi sarebbero costretti a pentirsi.

Perché la grande preoccupazione, al momento, è il rischio di un collasso degli ospedali: dalla vigilia di Natale

Si va al ritmo di 140 somministrazioni al minuto: la prima dose arrivata per oltre metà degli over 80

in poi ci sono stati ben 15 mila ricoveri e molte strutture sono arrivate al limite della loro capacità. In tutto sono 37 mila i pazienti da Covid attualmente ricoverati, il numero più alto dall’inizio della pandemia: e se ne presenta un altro ogni 30 secondi.

Tuttavia il contagio in Gran Bretagna sta rallentando, particolarmente a Londra: ieri sono stati registrati 37.535 nuovi casi, una diminuzione di un quinto rispetto a una settimana prima. E seppure i decessi siano stati ancora 599, i segnali indicano che la curva della mortalità si sta appiattendo. Tuttavia, occorrerà ancora un po’ prima che questo trend positivo porti sollievo alla pressione sugli ospedali.

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