Anglotedesco

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martedì 26 gennaio 2021

Il vaccino AstraZeneca scarseggia.Ed è scontro tra Ue e Regno Unito



di Marco Bresolin 

È in corso una trattativa serrata tra l'Unione europea e AstraZeneca per contenere i danni legati al taglio delle forniture di vaccini. Ma la soluzione è ancora molto lontana e la partita sta aprendo anche in uno scontro diplomatico tra l'Ue e il Regno Unito, il primo dell'era post Brexit.Oggi ci sarà un nuovo incontro tra l'azienda e i rappresentanti dei governi Ue. AstraZeneca aveva annunciato una riduzione del 60% delle dosi concordate nei mesi di febbraio e marzo, passando da 80 milioni a 31 milioni, a causa di un problema in uno stabilimento in Belgio. Per andare incontro alle richieste europee, l'azienda si è detta disponibile ad anticipare al 7 febbraio l'inizio delle consegne, anziché il 15. Ma alla Commissione Ue non basta: i negoziatori hanno chiesto di dirottare in Europa parte dei vaccini prodotti nel Regno Unito, togliendoli di fatto ai britannici. Una richiesta che non è affatto andata giù al premier Boris Johnson, già irritato per la proposta di Bruxelles di voler "controllare" l'export delle dosi. «Spero che i nostri amici europei - ha detto Johnson - onorino i contratti».La Commissione sospetta che AstraZeneca abbia tagliato le dosi ai Paesi Ue per dare priorità al Regno Unito. Per questo lunedì ha annunciato che chiederà a tutte le aziende che producono vaccini in Europa di rendicontare le dosi vendute al di fuori dal territorio Ue. Ha però precisato che questo non significa voler mettere un bando all'export. Si è spinto un po' più in là Jens Spahn, ministro della Salute tedesco, che ha ventilato la possibilità di "autorizzare" le esportazioni attraverso una licenza. «La strada del nazionalismo dei vaccini è sbagliata», ha subito reagito il suo collega britannico, Matt Hancook.Bruxelles vuole comunque una soluzione alternativa entro la fine di questa settimana e il governo lettone ha proposto una causa collettiva. Ma l'amministratore delegato di AstraZeneca, Pascal Soriot, respinge le accuse: «Non c'è alcun obbligo verso l'Unione europea - ha detto in un'intervista ai giornali del gruppo "Lena" -. Nel nostro contratto c'è scritto che "faremo del nostro meglio" (per garantire le consegne, ndr). Non è un obbligo contrattuale, ma un impegno a fare del nostro meglio». E ha giustificato le ultime scelte dicendo che il contratto con il Regno Unito è stato firmato prima.Con ogni probabilità il via libera dell'Ema al vaccino di AstraZeneca arriverà venerdì. Lo ha lasciato intendere anche la direttrice esecutiva dell'Agenzia, Emer Cooke, durante un'audizione al Parlamento europeo. Anche se con ogni probabilità l'autorizzazione sarà soltanto per le persone con meno di 65 anni: gli esperti britannici assicurano che il vaccino è efficace per tutte le fasce d'età, ma dall'Ema filtra un po' di scetticismo, visto che sono stati effettuati troppi pochi test sugli anziani. Il possibile via libera "limitato" ha già suscitato parecchie polemiche in Germania, dove tra l'altro il governo di Angela Merkel è pronto a cancellare quasi tutti i voli in entrata e in uscita dal Paese.L'Ema ha sin qui approvato soltanto due vaccini (Pfizer e Moderna), ma è in contatto con 15 diverse case farmaceutiche. Tra queste c'è anche Sputnik. Cooke ha confermato che al momento non è possibile dire se i vaccini proteggono anche dal contagio, oltre che dalla malattia, perché non sono stati effettuati test specifici. Ma ha invitato le case produttrici ha indagare a tal senso. Dall'Ema è arrivato anche un invito a studiare meglio l'efficacia sulle mutazioni: quelli prodotti da Pfizer e Moderna hanno dimostrato di resistere alla variante britannica, mentre per quella sudafricana «le cose sono un po' più complicate» secondo Cooke. In settimana saranno pubblicati i dati sulla sicurezza del vaccino Pfizer/BioNTech.Le consegne dell'azienda americana sembrano aver ripreso il ritmo atteso, ma la Svezia ha annunciato che bloccherà i pagamenti fino a quando non verranno consegnate tutte le dosi pregresse. L'Ema ha dato la sua autorizzazione a Pfizer per l'apertura di nuovi siti in Europa, che aumenteranno così la produzione a partire dal secondo trimestre: 100 milioni di dosi saranno prodotte da Sanofi.

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