Anglotedesco

Anglotedesco

martedì 19 gennaio 2021

La scuola riparte ma la protesta divide gli studenti

 



da LA REPUBBLICA del 19 gennaio 2021

Al Righi di Bologna, scientifico di tradizione, i rientri sono stati a rotazione. Tre giorni in presenza e altrettanti in Didattica a distanza. Così al Virgilio sul lungotevere di Roma: lunedì, mercoledì e venerdì in classe, gli altri tre giorni (sabato compreso) con il pc dalla cameretta. Ma per molti studenti il lunedì della ripartenza — riaprono a metà, il cinquanta per cento, gli istituti presenti in Emilia Romagna, nel Lazio e anche in Piemonte e Molise — è stato un lunedì di sciopero. Che sia stata presenza o distanza. Il cuore della protesta degli studenti non è stata la Dad, strumento certo stancante e limitato, ma è il fatto che alla fine del primo quadrimestre, e un anno dopo l’arrivo del coronavirus in Italia, siamo messi così. Con otto regioni che riavviano metà delle scuole superiori e altre dodici che — forse — lo faranno lunedì 25 o, addirittura, lunedì 1 febbraio.Diversi studenti sono stati accompagnati in auto dai genitori, per evitare rischi di affollamento sui bus. Chi si è mosso in scooter, chi ha aggiunto il Righi in bicicletta. Nel biennio la voglia di rientro è stata più esplicita: «In classe si riesce ad apprendere meglio, aumenta l’attenzione. Il rischio di prendere il virus è dappertutto, è giusto essere tornati », ha sottolineato Emanuele. Al Virgilio di Roma uno studente di terza, in sede: «A casa lavora solo mia madre, se mi ammalo e la contagio, lei si ferma. E si ferma la famiglia. Questa accelerazione è preoccupante».A Milano il nascente Comitato in difesa della scuola ha messo le catene al portone dell’Ufficio scolastico regionale di Via Polesine: «Vi chiudiamo fuori come voi avete chiuso fuori noi». C’è un nuovo istituto occupato in città, è il Parini, classico in centro: gli studenti trattano a oltranza con il dirigente per restare dentro.Nelle prossime ore sarà presentato un nuovo ricorso al Tar contro la seconda ordinanza firmata dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, «che blocca ancora una volta la ripresa della didattica in presenza nelle scuole superiori di secondo grado della regione ». Lo ha annunciato l’avvocato Filippo Pesce, che rappresenta lo stesso gruppo di genitori che ha presentato il primo ricorso, Il sindaco di Reggio Calabria ha chiuso l’Istituto comprensivo Radice Alighieri di Catona. E, in controtendenza, il dirigente scolastico dell’Istituto Ipsia di Tortolì ha scritto al prefetto di Nuoro che nei vari plessi riparte il lavoro in presenza per 400 degli 800 studenti. Questo nonostante la Regione abbia ordinato la riapertura delle scuole solo il primo febbraio.

Nessun commento:

Posta un commento