Anglotedesco

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giovedì 28 gennaio 2021

LUIGI DI MAIO:«Niente giochi su di me»



da IL CORRIERE DELLA SERA del 28 gennaio 2021.Emanuela Buzzi

«Basta giocare con il mio nome». Luigi Di Maio zittisce le voci che lo vorrebbero nuovo premier incaricato. Salda l’alleanza con i dem.Nelle ultime ore è tornato, stavolta suo malgrado, prepotentemente al centro della scena politica. Indiscrezioni lo accreditano come possibile nome alternativo a Giuseppe Conte da spendere per i partiti di maggioranza alle consultazioni al Quirinale. Lui, Luigi Di Maio, guarda l’evoluzione dello scacchiere politico con preoccupazione. In una nota fa sapere che quello del premier dimissionario sarà «l’unico nome» che i 5 Stelle proporranno a Sergio Mattarella. «Tirano in ballo il mio nome col chiaro intento di mettermi contro il presidente Conte. Sanno benissimo che sto lavorando al suo fianco, con la massima lealtà, per trovare una soluzione a questa inspiegabile crisi», dice Di Maio pubblicamente.In privato, con staff e fedelissimi, il ministro degli Esteri è più cupo. Attacca senza nominarli i renziani: «Basta giocare con il mio nome. Servono risposte chiare e in tempi rapidi per il Paese. Dov’è il senso delle istituzioni che in tanti millantano di avere?». È stanco «di falsità e ricostruzioni orchestrate per minare il rapporto di fiducia» con Conte. Sa che il destino non solo del governo ma anche quello dell’alleanza con le forze di centrosinistra cammina su un filo sottile. Equilibri fragili di forze che hanno dato vita a un progetto comune grazie alla presenza di un «federatore» come il premier.Teme che la crisi possa lasciare il segno. «Sarebbe un peccato sprecare tutto, i nemici stanno fuori non dentro». Giudica «estremamente positiva l’esperienza compiuta finora con il Pd». «Dobbiamo guardarci negli occhi e dirci che con il Pd c’è e deve esserci un futuro. La coalizione non solo va sostenuta, ma anche arricchita». In controluce si vede l’idea di un rapporto più stabile, una prospettiva di lungo corso. «Il M5S seppur nella propria autonomia ha individuato un partner leale con cui condividere prospettive e orizzonti. Io credo in questopatto di governo tra Pd e M5S, credo nel lavoro che abbiamo portato avanti e che possiamo ancora fare insieme».

Sa che lo spettro del voto è una minaccia per la tenuta dell’alleanza. «L’attuale legge elettorale, che mai abbiamo sostenuto e che con il Pd abbiamo deciso di cambiare anche e soprattutto a seguito del taglio dei parlamentari, in virtù di adeguamenti obbligati e indispensabili, ci porterebbe davanti a un bivio complesso, ci coglierebbe impreparati e ora è il momento di rafforzare la nostra coalizione».Il ministro cerca la via della diplomazia, una via stretta, fatta anche di spiragli e distinzioni. Sa che il dialogo con Renzi è osteggiato da una buona fetta di parlamentari (ieri le chat dei senatori erano roventi già all’alba). Ha sentito le dichiarazioni di Alessandro Di Battista e Barbara Lezzi, che suonano come un muro per il leader di Iv. Il ministro degli Esteri ribadisce che ha chiuso ogni contatto da tempo con Renzi, mentre mantiene vivo il rapporto con il coordinatore nazionale di Iv Ettore Rosato, «persona con cui si può parlare».Ma bisogna far presto perché «bisogna dare risposte al mondo produttivo, agli artigiani, ai commercianti su cartelle esattoriali da bloccare e ristori». La pandemia, la crisi e il futuro del Recovery che potrebbe essere gestito «da chi ha dimostrato di pensare solo a distruggere per i propri interessi» lo preoccupano. Così come il destino del Colle. L’ipotesi «che il prossimo capo dello Stato possa essere scelto da chi altro non ha fatto che soffiare sul fuoco del conflitto, alimentando il disagio sociale» è un pensiero che Di Maio si porta appresso come un’ombra in questi giorni di consultazioni.

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