Anglotedesco

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domenica 31 gennaio 2021

Nessun veto e Conte ter.Il Pd prova a stanare Renzi

 


Sotto i riflettori e con le telecamere accese il "format" di Nicola Zingaretti è sempre lo stesso: al termine dell'incontro con «l'esploratore» Roberto Fico, il segretario del Pd si presenta con un foglio scritto, ogni tanto legge e alla fine comunica il messaggio essenziale: «Il Pd chiede la scrittura di un programma di fine legislatura con la maggioranza che ha sostenuto Conte nel suo secondo mandato e con le forze che hanno dato l'ultima fiducia».E Renzi? Le consuete critiche del Pd sulla «irresponsabilità» del leader toscano? Zero, neppure l'ombra. Missione compiuta: pur di stanare Matteo Renzi - vero obiettivo di queste ore - il leader del Pd lo ha «riammesso» in maggioranza senza colpevolizzarlo e senza dargli alibi per un nuovo strappo. E, come si sarebbe visto, l'understatement di Zingaretti ha aiutato Matteo Renzi a fare un passo in avanti verso il "ter". Il resto, il Pd lo ha fatto recapitare dietro le quinte a Matteo Renzi: il Partito democratico è indisponibile per un governo di emergenza. Il Pd sa che il programma massimo del leader di Italia Viva sarebbe un governo Draghi, ma le ricognizioni di Zingaretti, Franceschini, Orlando hanno dato lo stesso risultato: i Cinque stelle non reggerebbero un governo di salvezza nazionale e neppure un governo politico con un presidente del Consiglio diverso da Giuseppe Conte. Come dire: caro Matteo, non hai vie di fuga.Certo, in queste ore su due candidati alla presidenza del Consiglio alternativi a Conte, si è effettivamente lavorato per verificarne la "fattibilità": Dario Franceschini e Roberto Fico. Il ministro della Cultura, che in tanti vogliono in corsa per il Quirinale e che comunque resta il massimo difensore dell'alleanza con i Cinque stelle, in questi giorni non ha brigato per conquistarsi un posto al sole con "vista" Palazzo Chigi, però non ha impedito che il suo nome circolasse nei conversari. Franceschini ha lasciato correre il suo nome, ma ha capito che i Cinque stelle non reggerebbero un premier targato Pd. E, paradossalmente, anche il grillino Fico faticherebbe a fare il pieno dei suoi. Non parliamo poi di Mario Draghi: al Pd hanno accertato che per i Cinque Stelle sarebbe «più indigeribile di Renzi», come confida uno dei dirigenti più vicini a Zingaretti. Ecco perché nell'orizzonte dei Dem ha preso sempre più quota il Conte ter.Certo, con la prudenza tipica dei democratici. Leggendo i punti di programma del Pd per il nuovo governo, Zingaretti si è tenuto, come sempre, sulle generali, ha scandito i "titoli" e arrivato ad un punto delicato, che sta a cuore sia a Renzi che ai Cinque stelle, ha fatto l'equilibrista: «Riforma della giustizia che coniugi garanzie costituzionali e tempi del processo certi». 

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