Anglotedesco

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venerdì 22 gennaio 2021

"possiamo produrlo in Italia".Aziende pronte alla riconversione

 



La comunità scientifica, da Viola a Pregliasco passando per Crisanti, concorda: il vaccino AstraZeneca potrebbe non essere sufficiente a proteggere gli italiani, in particolare nel caso di nuove varianti che alzino l'asticella dell'immunità di gregge al 90 per cento, per cui meglio puntare su Pfizer e Moderna e cercare di produrli anche in Italia. Tra il dire e il fare, però, ci sono di mezzo oceani e Alpi. Così sono partite le verifiche per la fattività dell'idea. «Le aziende farmaceutiche che non fanno vaccini avrebbero bisogno di 4-6 mesi per allestire la produzione, ma ce ne sono altre già specializzate che stanno valutando l'adattabilità dei loro impianti per l'emergenza - rivela Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria -. Se Pfizer passasse a loro dei pezzi del suo lavoro si velocizzerebbe la produzione. L'Italia è il primo Paese europeo per i farmaci in conto terzi e non mancano le aziende interessate». Una di queste è la Catalent vicino Frosinone, che già lavorerà per AstraZeneca e Johnson&Johnson. Nella stessa zona anche Sanofi Italia, come la casa madre francese, ha dato la sua disponibilità, perché il suo vaccino arriverebbe solo a fine anno. E Pfizer Italia è disponibile senza bisogno di licenze a stipulare dei contratti di produzione, che verrebbero gestiti direttamente da New York. «In questo tipo di trattative i governi possono fare poco. Sono le aziende a parlarsi e l'Aifa viene chiamata una volta individuato lo stabilimento adatto per la produzione», chiarisce Scaccabarozzi, che aggiunge: «L'importante è poi avere le siringhe necessarie, perché anche su quelle bisognerebbe pensare a un piano straordinario...».Intanto in Veneto due aziende farmaceutiche note come Fidia e Zambon si sono fatte avanti con la Regione, seguite da altre subito deviate alla finanziaria regionale Veneto sviluppo per una valutazione, e il presidente Luca Zaia è intervenuto sul tema: «La prossima settimana verrà riequilibrata la fornitura delle dosi, poi spero che da quella successiva si torni a regime. Noi non riusciamo a bypassare l'accordo europeo con Pfizer per acquistare vaccini autonomamente. Siamo tuttavia disponibili verso la casa farmaceutica per produrli direttamente sul nostro territorio». 

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