Anglotedesco

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giovedì 28 gennaio 2021

Saluto fascista a Cogoleto (Genova) per votare in municipio.Bufera su tre consiglieri

 



di  Valentina Bocchino Emanuele Rossi 

Una, due, tre volte. Ad ogni votazione sugli articoli del bilancio comunale del piccolo comune di Cogoleto, alle porte di Genova, il braccio destro di Francesco Biamonti, Valeria Amedei e Mauro Siri si alza, teso. Per gli altri consiglieri presenti il gesto è inequivocabile: quello è un saluto fascista. In Comune. Nel Giorno della Memoria. Per i tre consiglieri eletti in una lista civica di centrodestra (due sono iscritti a Lega e FdI), invece, quella dei colleghi è «fascistofobia» e quello è semplicemente «un modo di votare». Ma è la foto (e poi il video) pubblicato il giorno dopo dal sindaco Paolo Bruzzone (che aveva chiesto ai tre consiglieri di scusarsi) a scatenare il putiferio, nel grande amplificatore dei social. E di fronte all'immagine cristallizzata delle braccia tese, le smentite e le minacce di querela dei tre consiglieri svaniscono nel vortice di reazioni. Anche da destra. Uno dei primi a commentare e pubblicare la foto è il governatore della Liguria Giovanni Toti, da Roma, che spazza via le giustificazioni: «Oltre a commettere un reato, hanno offeso nel giorno della Memoria tutte le vittime della follia criminale nazifascista. Da presidente di Regione ritengo che nessuno debba permettersi comportamenti simili, a maggior ragione i rappresentanti delle istituzioni, in nessuna giornata, non solo in quella della Memoria». Non mancano i commenti spiazzati al post del presidente ligure da parte dei suoi follower: «E allora il pugno chiuso? », «È solo un saluto», eccetera. Ma alla voce di Toti si aggiungono anche quelle dei due partiti di riferimento dei consiglieri, Lega e FdI. Con gradazione diversa: il coordinatore di FdI in Liguria Matteo Rosso si augura che la consigliera Amedei «potrà dare solide giustificazioni pena la sua espulsione». Anche l'assessore regionale Gianni Berrino parla di «comportamento indecente» ed evoca l'espulsione. Da parte della Lega invece domina il silenzio imbarazzato. Mentre il Pd genovese chiede le dimissioni dei tre. Da Roma la vicenda entra anche nel dibattito sulla crisi di governo: il segretario Pd Nicola Zingaretti scrive «ecco un esempio di quelli con cui non si potrà mai governare». La senatrice Roberta Pinotti parla di «vergogna inqualificabile» e chiede «ferma condanna da parte di tutti». Il deputato Luca Pastorino annuncia un'interrogazione alla Camera e una proposta per mettere fuori legge le organizzazioni neofasciste. Il capogruppo di LeU a Montecitorio Federico Fornaro chiede l'intervento del ministro dell'Interno Lamorgese. Il sindaco di Firenze Dario Nardella invoca una «condanna unanime per un gesto vergognoso». A Genova, il presidente della comunità ebraica, Ariel Dello Strologo, si dice intristito. Amareggiato. «Nell'ipotesi in cui venisse confermato che il gesto era proprio quello, è evidente che si tratta di qualcosa di intollerabile, anche perché compiuto in una sede istituzionale dove si garantisce quella democrazia che certe ideologie avrebbero invece cancellato. Per la comunità ebraica, nella giornata della Memoria, il gesto preoccupa per il rischio di un effetto emulativo». E l'Anpi di Genova chiede le dimissioni immediate. 

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