Anglotedesco

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sabato 23 gennaio 2021

Solo un italiano su 5 vuole le urne.Il 42% non capisce il motivo della crisi (di Nando Pagnoncelli)


da IL CORRIERE DELLA SERA del 23 gennaio 2021

I l governo e la crisi. Il 40% ritiene che Conte debba proseguire a governare, un altro 40% chiede alternative. Di questi il 21% vuole rivotare mentre l’8% preferisce un esecutivo di unità nazionale.Dopo il voto di fiducia ottenuto dal governo Conte al Senato martedì scorso, non accennano a diminuire gli interrogativi sul futuro dell’esecutivo, a seguito dell’uscita di Italia viva dalla maggioranza.

Nonostante il profluvio di interventi dei parlamentari alle Camere, puntualmente riportati dai mass media, e l’attenzione con cui gli italiani hanno seguito il dibattito sulla fiducia, si accentua il disorientamento riguardo alle vicende politiche di questi giorni, basti pensare che la quota di persone che dichiarano di aver capito le ragioni della crisi (38%) diminuisce di 7 punti rispetto alla scorsa settimana, mentre rimangono stabili coloro che ammettono esplicitamente di non aver capito (42%) e aumentano i cittadini che non si esprimono (20%).

Uno su due ha condiviso maggiormente la posizione e le argomentazioni del premier rispetto a quelle di Renzi mentre il 14% è di parere opposto, e va osservato che gli elettori della Lega e FdI sono molto divisi (27% a 26% a favore di Conte, con il 47% che non si esprime). Viceversa, gli elettori di FI si riconoscono più nettamente in Conte (48%) rispetto a Renzi (29%); da notare, infine, che quasi un dem su dieci ha trovato più convincente il leader di Iv.

L’indice di gradimento del governo (51) è aumentato di due punti in una settimana, più per la capacità di tenuta dell’esecutivo che per provvedimenti specifici adottati, quello per il premier si mantiene stabile a 56. In questa fase tumultuosa il gradimento dei leader fa segnare poche variazioni superiori a un punto percentuale, a partire da Speranza (indice 38, in crescita di 3 punti rispetto a dicembre), il cui apprezzamento solitamente aumenta al crescere della preoccupazione per il Covid. A seguire in graduatoria Giorgia Meloni (35, in crescita di 1) poi, con lo stesso valore (29), Salvini (in calo di 2 punti), Zingaretti (stabile) e Franceschini (+2), quindi Berlusconi (+1) e Calenda (-1), appaiati a 27. Da segnalare l’aumento di 3 punti di Bonafede la cui relazione sulla giustizia verrà votata in parlamento la prossima settimana, presumibilmente non senza tensioni, dopo l’annunciato voto contrario di Iv. Infine, Renzi fa registrare l’aumento di un punto (12), senza tuttavia abbandonare l’ultima posizione.

Dopo il voto di fiducia è opinione diffusa (53%) che il governo si sia indebolito, perché oggi può contare su una maggioranza risicata, mentre il 20% ritiene che si sia rafforzato perché con l’uscita di Iv potrà avere maggiore coesione e più libertà d’azione. In proposito dem e 5 Stelle la pensano diversamente: i primi sono maggiormente convinti che l’esecutivo si sia indebolito (62%), mentre i secondi sono più del parere che si sia rafforzato (50%).

Quanto alle previsioni sulla durata del governo, si registra molta incertezza: per il 9% avrà una vita breve, di poche settimane, per un terzo continuerà per qualche mese, per un altro terzo arriverà alla fine della legislatura e il 27% non è in grado di fare previsioni.

Riguardo allo scenario politico preferito, il 40% ritiene opportuno che l’attuale esecutivo continui fino alla fine della legislatura mentre il 40% si augura un’alternativa — prevalentemente nuove elezioni (21%) seguite da un governo di unità nazionale (8%), quindi un cambio della maggioranza (7%) o del premier (4%) — e un italiano su cinque non esprime preferenze. Il ricorso al voto viene auspicato dalla maggioranza assoluta degli elettori della Lega e di FdI, nonché da un terzo di quelli di FI.

Insomma, nel Paese predominano preoccupazione e sconcerto: urge attenuarne l’intensità e contenere la loro diffusione. Ma affiora il dubbio che oggi sia più facile sconfiggere il Covid che il pessimismo.

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