Anglotedesco

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giovedì 28 gennaio 2021

Sul premier spettro Draghi:"Matteo vuole logorarmi".E spera nelle fratture di Iv


di Ilario Lombardo 

Un attimo dopo che Matteo Renzi ha finito di parlare al Quirinale, Giuseppe Conte è già al telefono. Sente ministri e leader di Pd e M5S. «Ha citato appositamente il governo istituzionale - è la sintesi del suo ragionamento -. È chiaro che intende logorarmi, per poi puntare a quell'obiettivo». Mario Draghi, Marta Cartabia e Carlo Cottarelli sono i nomi che ormai da mesi il leader di Italia Viva gli agita alle spalle, e che alimentano gli incubi della maggioranza in questa crisi senza sconti. L'ex presidente della Corte Costituzionale e l'ex numero uno della Banca centrale europea, più degli altri, negli ultimi giorni vengono evocati quasi quotidianamente dai 5 Stelle sempre meno granitici quando davanti ai loro occhi si spalanca il dramma della scelta: il voto o un governo del presidente allargato a Forza Italia e forse anche alla Lega di Matteo Salvini. Se ancora resta una esile speranza di strappare un terzo mandato, Conte, almeno per oggi, avrà bisogno che il Movimento sia compatto. La strategia di Sergio Mattarella e le condizioni poste da Renzi durante il colloquio lasciano un ultimo spiraglio. Se i 5 Stelle confermeranno di non porre un veto su leader di Italia Viva, non è escluso che Conte possa riprovarci. Se non domani, riceverebbe un incarico dopo un'esplorazione preliminare del presidente della Camera Roberto Fico o della ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, o dopo un secondo giro di consultazioni al Colle.Renzi ha chiesto al Capo dello Stato che tra la rissa personale e l'eventuale riappacificazione ci fosse un evento intermedio. In questo passaggio però tutto potrebbe nuovamente tornare in discussione o deragliare. Dipenderà dalle condizioni del senatore fiorentino. Gli alleati danno per scontato che chiederà una svolta garantista sulla giustizia, pretenderà la testa del ministro Alfonso Bonafede, e di partecipare in maniera più diretta alla gestione del Recovery, magari mettendo Maria Elena Boschi a un ministero tra le Infrastrutture e lo Sviluppo economico. Questo si aspettano a Palazzo Chigi, nel Pd e nel M5S: che Renzi alzi la posta. Ma fino a che punto? Le fratture di Italia Viva non si sono manifestate come avrebbero voluto ma il premier e i vertici del Pd che dialogano con i renziani non escludano delle fuoriuscite nel caso in cui Renzi dovesse forzare. Tre senatori restano in bilico e rassicurano i reclutatori del premier che alla fine il leader si accontenterà di aver dimostrato di poter piegare la coalizione senza affossarla. Conte nutre qualche dubbio ma ormai non può fare altro che affidarsi a questo spiraglio dopo aver visto l'operazione responsabili azzoppata dall'incredibile ripensamento del senatore di Fi Luigi Vitali. Il premier ha anche compiuto quel passo che fino a ieri mattina negava avrebbe fatto. Dopo due giorni in cui gli è stato riferito che Renzi si aspettava un gesto, una telefonata che non arrivava, Conte ha rinunciato all'orgoglio e lo ha chiamato al telefono. Nonostante per ben due volte dopo l'Epifania Renzi abbia snobbato le telefonate del capo del governo Da Palazzo Chigi, però, si alza un muro: «Non è mio costume riferire i contenuti delle telefonate» fa sapere il premier. «Mi ha detto che non è bravo a cercare responsabili come altri» è la ricostruzione che invece ha messo in giro Renzi. 

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