Anglotedesco

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giovedì 21 gennaio 2021

«Uniamoci» .Comincia l’era di Biden e Harris

 



da IL CORRIERE DELLA SERA del 21 gennaio 2021.Giuseppe Sarcina

Joe Biden ha giurato. È il 46esimo presidente degli Stati Uniti. Al suo fianco Kamala Harris, prima donna vicepresidente. Questo è «il giorno dell’America, della democrazia», ha detto il neoeletto. «Il popolo ha parlato, la democrazia ha prevalso» ha aggiunto sottolineando però che «è preziosa e va protetta». Trump prima di lasciare la Casa Bianca ha detto: torneremo in qualche modo.Nel segno di Lincoln, il presidente crocevia della storia americana. «In un altro gennaio, il Capodanno del 1863, Abraham Lincoln firmò l’atto di Emancipazione (la fine della schiavitù, ndr). Quando appoggiò la penna sulla carta, il presidente disse e lo voglio citare: “Se il mio nome dovesse mai passare alla storia, lo farà per questo documento. E la mia anima intera vi sarà contenuta”. Anche la mia anima intera è contenuta in questa mia promessa di oggi: rimettere insieme l’America, unire il nostro popolo, unire la nostra nazione. Chiedo a ogni americano di appoggiarmi in questa causa».Non sappiamo, naturalmente, se e come Joe Biden passerà alla storia. Sappiamo, però, da dove ha iniziato la sua avventura. Si è messo a capo di una missione difficile e necessariamente corale per «correre in soccorso», per «curare» un Paese lacerato dalla stagione trumpiana e traumatizzato dall’assalto al Campidoglio del 6 gennaio.Fino a ieri Biden aveva meticolosamente evitato l’argomento. Quasi fosse una materia ancora troppo rovente, ancora radioattiva. Ma adesso è il momento. Adesso che Lady Gaga ha smosso i sentimenti migliori cantando l’inno nazionale in modo limpido e potente; adesso che la prima vice presidente afroamericana, Kamala Harris, ha giurato nelle mani della prima giudice latina, Sonia Sotomayor; adesso che la ventiduenne Amanda Gorman ha accarezzato gli spiriti, con la sua poesia: ecco adesso è il momento. Bisogna fare i conti con i violenti, i vandali, i sabotatori della comunità. Con gli improbabili «Sciamani», ma anche con l’oscura insidia del terrorismo domestico. «L’America è stata di nuovo messa alla prova e l’America ha accettato la sfida. Oggi noi celebriamo non il trionfo di un candidato, ma di una causa, la causa della democrazia... Abbiamo imparato ancora una volta quanto la democrazia sia preziosa, quanto sia fragile. E oggi, cari amici, la democrazia ha vinto...Siamo qui solo pochi giorni dopo che una calca sediziosa pensava di poter usare la violenza per ridurre al silenzio la volontà del popolo, pensava di poter fermare il lavoro della democrazia, di farci sbandare dalle nostra sacre fondamenta. Non è successo. Non accadrà mai. Né oggi, né domani. Né mai, mai».Il discorso del 46° presidente degli Stati Uniti è durato solo 22 minuti. La «brevitas» sarà un segno distintivo di questo mandato. Un altro modo per marcare il distacco antropologico, prima ancora che politico, con i comizi fluviali, le battute scorrette, le improvvisazioni di Donald Trump.Le parole di Biden sono state accuratamente filtrate con lo scopo di farle cadere come un balsamo fresco sulle ustioni del Paese. I 400 mila morti per Covid, gli oltre 10 milioni di posti di lavoro polverizzati dalla pandemia, le settimane ansiogene che hanno tenuto in sospeso gli Stati Uniti e un po’ anche il mondo intero.E che ci hanno portato fino a questa mattina del 20 gennaio 2021. Con i camion della Guardia nazionale messi di traverso nelle strade principali del centro di Washington, con le reti di due metri e mezzo che sigillano la lunga striscia verde della National Mall, la Casa Bianca, il Campidoglio, i ministeri.I militari rispondono a tutte le domande, anche le più cretine, con pazienza e gentilezza, ma senza mai mollare il fucile semiautomatico. Sono arrivati in 25 mila. E, piano piano, la capitale si è fatta scivolare via la paura. Non è successo nulla, per fortuna. Nessuno ha potuto sabotare o anche solo disturbare il giorno dell’Inaugurazione. Anche gli ultimi dispetti di Trump sono evaporati già all’alba.Joe e la moglie Jill hanno atteso che «The Donald» terminasse il suo discorsetto alla Joint Base Andrews, che l’Air Force One decollasse, sulle note di «My Way», di Frank Sinatra. Solo a quel punto sono usciti dalla Blair House, la foresteria di Stato di fronte alla Casa Bianca. Prima tappa: la messa nella cattedrale St. Matthew the Apostle, una delle chiese cattoliche più importanti della città. Qui fu celebrato il funerale di John Kennedy, con Joe l’altro presidente cattolico nella storia.La sceneggiatura è chiara. Il vecchio presidente se ne va costringendo il Pentagono a sparare 21 salve di cannone. Il nuovo comincia con un atto di umiltà e di contrizione. Quello escludeva, distingueva tra «First» e tutti gli altri. Questo predica «unità, unità, unità». Trump citava e scopiazzava maldestramente Ronald Reagan, Biden chiama in causa Sant’Agostino: «Molti secoli fa scriveva che un popolo è definito dagli oggetti comuni del loro amore. E quali sono gli oggetti comuni di tutti noi, come americani? Penso che lo sappiamo. Opportunità, sicurezza, libertà, dignità, rispetto, onore e sì, la verità».Dal podio Biden ha salutato Jimmy Carter, 96 anni, che ha preferito restare a casa. Ha ringraziato gli altri ex allineati nella tribunetta: Bill Clinton, George W.Bush, Barack Obama e le ex first lady, Hillary, Laura e Michelle. Ha salutato con rispetto il vicepresidente in uscita Mike Pence, confinato in un angolo. E Trump? Non lo ha mai nominato, ma lo ha liquidato nella parte più sprezzante del suo speech: «Le settimane e i mesi recenti ci hanno impartito una dolorosa lezione. C’è la verità e ci sono le bugie. Bugie dette per bramosia di potere o per profitto. Ciascuno di noi ha il dovere e la responsabilità di difendere la verità e di sconfiggere le bugie. È un dovere e una responsabilità che toccano tutti noi, come cittadini, come americani, e specialmente come leader, leader che hanno giurato di onorare la nostra Costituzione e di proteggere la nostra nazione».La pratica della menzogna sistematica ha scatenato «una guerra incivile» in America. «Non possiamo chiuderci, trincerarci in fazioni opposte, diffidare di tutti coloro che non ci somigliano o non hanno la nostra stessa fede o non prendono le notizie dalla nostre stesse fonti. Dobbiamo mettere fine a questa guerra incivile che contrappone i rossi (repubblicani ndr) ai blu (democratici ndr), le zone rurali a quelle urbane, i conservatori ai liberal. Lo potremo fare se apriremo le nostre anime, invece di indurire i nostri cuori. Se avremo un po’ di tolleranza e di umiltà. Se avremo voglia di metterci nei panni degli altri. Anche solo per un momento, come mi diceva mia mamma». Questo è Biden e vedremo, a partire da oggi, quale sarà la sua America.

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