Anglotedesco

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domenica 17 gennaio 2021

Vaccini, ecco chi pagherà per il taglio della Pfizer

 



di Niccolò Carratelli 

Arriveranno 165mila dosi di vaccino in meno e ci saranno Regioni molto più penalizzate di altre. Ora abbiamo le dimensioni esatte dello "scherzetto" firmato Pfizer. Nella settimana che comincia oggi l'azienda farmaceutica avrebbe dovuto inviare in Italia quasi 563mila dosi (calcolando sempre 6 dosi per fiala), invece ne verranno consegnate poco meno di 398mila. I numeri li ha forniti il Commissario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, definendo «unilaterale» la mossa di Pfizer e «del tutto arbitraria» la modalità di redistribuzione nei 293 hub presenti sul nostro territorio. Tra l'altro, comunicata con un preavviso «inaccettabile» di soli due giorni. Una decisione «che produrrà un'asimmetria tra le singole Regioni». Nel dettaglio: Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d'Aosta sono le uniche Regioni che non avranno tagli alla fornitura prevista. Quelle che subiranno il danno maggiore, ricevendo circa 25mila dosi in meno, sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Queste ultime due avranno, di fatto, una consegna dimezzata e si troveranno in difficoltà, perché sono anche tra le prime della classifica per numero di dosi somministrate: in pratica hanno i depositi vuoti o quasi. E quindi, per questa settimana, quasi nessun nuovo vaccinato. L'Ausl Romagna ha fatto sapere che «verranno garantiti i richiami, ma saranno rinviate di qualche giorno le prime dosi alle persone prenotate». Uno slittamento di quattro giorni è stato già deciso in Toscana, dove arriveranno oltre 10mila dosi in meno. Taglio pesante anche per il Lazio, quasi 13mila dosi in meno, Sicilia e Puglia, entrambe con una riduzione di 11. 700 dosi. Da martedì solo richiami anche in Friuli Venezia-Giulia, dove saranno spedite 7mila dosi su 15mila previste.Del resto, è stato lo stesso commissario Arcuri ad anticipare ad alcuni presidenti di Regione la necessità di uno «sforzo di solidarietà», cioè una redistribuzione delle fiale tra i vari centri di somministrazione, per coprire le carenze più significative. È un piano tutto da costruire. L'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato, ha però già risposto picche: «Non abbiamo tecnicamente nessuna possibilità di fare trasferimenti - ha spiegato - e abbiamo 100mila persone che devono essere sottoposte a richiamo nelle prossime due settimane». Poi, ha aggiunto D'Amato, «c'è una questione di giustizia», perché non si premierebbero le Regioni che si sono organizzate meglio. Il riferimento è alla diversa gestione delle scorte: il Lazio ha tenuto finora in magazzino il 30% delle dosi proprio per garantire i richiami, ma non tutti l'hanno fatto. La realtà è che, se la riduzione delle consegne da parte di Pfizer sarà limitata a questa settimana, come assicurato dall'azienda, il danno sarà gestibile. Ma basterà un altro taglio, di entità simile, per mandare in tilt la nostra campagna vaccinale. 

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