Anglotedesco

Anglotedesco

sabato 27 febbraio 2021

Dal Regno Unito a Danimarca e Svezia l’Europa che rallenta la seconda fiala


da LA REPUBBLICA del 27 febbraio 2021.Tonia Mastrobuoni

Una partenza a razzo. Già a metà gennaio, due settimane dopo il V-day europeo, il ritmo delle vaccinazioni in Danimarca era sette volte quello francese e ventinove volte quello del Belgio, cioè del Paese che produceva il farmaco. Il due per cento della popolazione aveva già ricevuto la prima puntura, quando molti Paesi erano ancora ai blocchi di partenza. E nel resto d’Europa ci si cominciava a fare domande.

Certo, c’è l’efficienza danese: appena arrivano all’Istituto pubblico per il vaccino, le fiale vengono spedite alle cinque amministrazioni regionali in proporzione alla popolazione. E la Danimarca vanta un sistema totalmente digitalizzato in cui ogni cittadino ha un numero identificativo gestito al livello centrale, il CPR, che consente di rintracciarlo in un nanoesecondo per informarlo dell’appuntamento. Inoltre, è uno dei Paesi che si fida di più del vaccino: il 79% dei danesi ha dichiarato da subito di volersi immunizzare dal coronavirus, contro il 54% dell’Italia e a percentuali simili in Francia e in Germania e in Svezia.

Poi i danesi si sono preparati presto, e meglio di tutti alle complicate condizioni di stoccaggio di Biontech- Pfizer, alle temperature bassissime richieste dal farmaco. Ma uno dei principali segreti del Paese scandinavo, che al 25 febbraio conta quasi il 10% della popolazione vaccinata, contro il 6,5% dell’Italia e il 7,5% della media europea, è che ha scelto "la soluzione inglese". Anche se il Regno Unito sfiora ormai i 29 immunizzati ogni 100 abitanti, va detto anche che è partita prima del resto dell’Europa. Come l’inarrivabile Israele.

Il trucco vero della Danimarca, ma anche della Svezia e dell’Irlanda, che hanno immunizzato circa il 7% della popolazione e che hanno annunciato enormi accelerazioni nei prossimi mesi, è aver imitato il Regno Unito. Hanno somministrato la prima puntura non appena le dosi arrivavano a più cittadini possibili, senza preoccuparsi della seconda. Ed estendendo da quasi subito il tempo per il richiamo a molte settimane. È la soluzione che anche il premier italiano Mario Draghi ha suggerito ai leader Ue nel consiglio europeo di giovedì. La Danimarca, l’Irlanda e la Svezia contano di immunizzare chiunque lo voglia entro giugno: l’obiettivo inglese è luglio e quello europeo è aver vaccinato il 70% della popolazione entro settembre. In Germania, per contro, oltre un terzo delle dosi disponibili giacciono inutilizzate. In Francia, le amministrazioni sanitarie sono riuscite a inoculare appena 3,8 milioni di dosi su 7,7 milioni. Anche per un più diffuso scetticismo nella popolazione, soprattutto verso AstraZeneca, ma è chiaro che ci sono problemi di fondo che rallentano la campagna.

Già a metà gennaio il capo dell’Autorità sanitaria danese, Soren Brostrom, ha potuto annunciare "una rapida distribuzione dei vaccini". In quelle prime settimane della campagna vaccinale europea, la Danimarca aveva già immunizzato gli anziani di tutte le case di riposo e delle Rsa. E per metà aprile conta di aver somministrato la prima dose già a tutti gli anziani e agli operatori della sanità. Adesso il governo ha lanciato un appalto alle aziende private perché lo aiutino a raggiungere i 400mila vaccinati al giorno dal mese prossimo fino alla fine di giugno. L’obiettivo è ambizioso: vaccinare il 7% della popolazione al giorno.

La Svezia sta negoziando con le cliniche e le aziende sanitarie private, come racconta il Financial Times , per accelerare il ritmo delle punture a 4 milioni al mese tra aprile e giugno. Emma Spak, capa delle Regioni e Municipalità svedesi, incaricate della campagna vaccinale pensa che gli obiettivi «siano raggiungibili ». Ma che sarà uno sforzo ciclopico, ha concluso.

Nessun commento:

Posta un commento