Anglotedesco

Anglotedesco

venerdì 26 febbraio 2021

GIANNI CUPERLO:"Pd rimasto fuori Adesso la destra rilancerà la propaganda"





da LA REPUBBLICA del 26 febbraio 2021.di Giovanna Casadio

«La Lega dei decreti sicurezza torna al Viminale. Il Pd, che quei decreti sicurezza ha contribuito a cambiare, esce dal Viminale». Gianni Cuperlo, leader della sinistra e presidente della Fondazione dem, in un post su Facebook ha commentato con rabbia l’assenza di un sottosegretario del Pd dal Viminale. E ora avverte: «La destra proverà a resuscitare la miscela di propaganda e disumanità dei suoi vecchi decreti sicurezza. Noi dobbiamo fare di tutto al governo, in Parlamento e nel Paese per impedirlo». È convinto che i Dem avrebbero dovuto presidiare il Viminale. Così come pensa che il Pd «non possa perdere i suoi valori e principi», né "«rivendicarli a seconda delle stagioni».

Cuperlo, il Pd esce dal Viminale e la Lega dei decreti Salvini ci entra.Quale è il rischio?

«Il rischio è che quella destra provi a resuscitare la miscela di propaganda e disumanità dei suoi vecchi decreti, gli stessi che noi abbiamo superato.Faremo di tutto per impedirlo dal governo, nel Parlamento e nel paese.Avremmo voluto certo presidiare il Viminale».

Lei ha avvertito: no a una sinistra che rivendica i suoi principi a seconda delle stagioni.

«Sì lo penso, ma è la ragione che mi porta a considerare questo un governo concentrato sulle priorità indicate dal premier Draghi alle Camere: il piano dei vaccini, l’uso corretto dei fondi europei, l’aiuto alle fasce più colpite dalla crisi, il bisogno di far ripartire l’economia e il lavoro.Non è che siccome siamo nella stessa maggioranza con Salvini le distanze di colpo svaniscono. A partire dalla prossima sfida nelle città loro erano e rimangono l’avversario da battere. La pandemia ha sdoganato l’imbroglio del sovranismo, non saremo certo noi a sdoganarlo dal governo».

Il Pd perderà l’anima nel governo con la Lega?

«Da Lega e Forza Italia ci separano valori e strategie. Rimuoverlo è assurdo ma proprio per questo quella che si apre è una sfida culturale e sociale sull’egemonia e nel legame con la societa. L’anima non è come l’ombra di Peter Pan, che va e viene, per un partito è tutto».

Immigrati, accoglienza, diritti sono le battaglie da salvaguardare? E di ius soli non si parlerà più?

«Lo ius soli rimane una battaglia fondamentale, ma senza ipocrisie riconosco che non l’abbiamo vinta nemmeno quando al governo ci siamo stati senza la Lega. Detto ciò non rinuncio a un principio: credo giusto battersi per ottenerlo, so anche che saremo più forti se sapremo mobilitare le persone, movimenti, associazioni in una campagna fuori dalle istituzioni.Perché puoi perdere una singola battaglia sui tuoi valori. Quello che non può mai accadere è perdere i tuoi valori».

Correnti in lotta, scollamento dai territori: qualche suggerimento da dare a Zingaretti?

«Io credo nel pluralismo, anche dentro il Pd ma questo modello di partito, il suo modo di discutere, di decidere, di selezionare le classi dirigenti a ogni livello va cambiato alla radice. Non è un problema di adesso, ce lo portiamo appresso dalla nascita. Sarebbe inoltre un errore pensare di risolverlo con qualche ritocco allo Statuto, che pure servirà».

La via è sciogliere le correnti?

«Io chiedo a che titolo le correnti vogliono essere le uniche depositarie di cariche e funzioni? Non possono diventare centri di potere o uffici di collocamento per cariche e ruoli».

Un fronte di amministratori, da Nardella a Gori, Decaro e Bonaccini, va alla riscossa, lei cosa ne pensa?

«Resto affezionato alla vecchia formula: che alla riscossa ci vada il popolo».

Sono gli ex renziani che cercano di logorare il segretario? È bene che Zingaretti si rimetta in gioco?

«Non lo so, mi paiono etichette prive di ragione, un po’ come il Rinascimento saudita. Zingaretti ha guidato una fase tra le più tormentate per noi, quella successiva alla peggiore sconfitta di sempre.Oggi avere una discussione seria, serena, severa su come ricollocare il progetto del Pd nella società italiana, in un mondo stravolto dalla pandemia e con un sovranismo azzoppato è una necessità che lui stesso ha posto e che io condivido.Per questo non mi scandalizzo all’idea che, appena le condizioni lo consentiranno, la risposta debba essere un congresso vero».

Nessun commento:

Posta un commento