Anglotedesco

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sabato 27 febbraio 2021

I timori di Attanasio per la scorta a metà:"Era il tempo delle elezioni"




 di Grazia Longo 

Era composta da cinque persone la commissione ispettiva che, nell'autunno 2018, andò per conto del ministero degli Esteri a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo e sede della nostra ambasciata, a verificare se esistessero le basi per accettare la richiesta inoltrata dall'ambasciatore Luca Attanasio. Il diplomatico - ucciso lunedì scorso in un agguato nell'area del parco nazionale di Virunga insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e al loro autista Mustapha Milambo - aveva sollecitato la Farnesina, con una lettera, per ottenere una scorta rafforzata. Puntava ad avere quattro carabinieri esclusivamente per la sua difesa personale - e non solo i due che aveva in dotazione - come peraltro era già accaduto al suo predecessore. La Farnesina, in una nota, precisa che la sua richiesta si riferiva solo al periodo elettorale (a fine 2018 nella Repubblica Democratica del Congo si sono tenute le presidenziali) e in quel senso fu accolta: «L'ambasciatore Attanasio fece richiesta di una scorta rafforzata nel novembre 2018 in ragione dell'imminenza delle elezioni presidenziali e nazionali, previste per il 30 dicembre dello stesso anno, che si svolgevano in un clima di grandi tensioni politiche e sociali. Tale rafforzamento fu effettivamente disposto per il periodo richiesto». Ma altre fonti raccontano che la richiesta dell'ambasciatore non fosse affatto circostanziata al periodo delle consultazioni elettorali, ma fosse invece riferita a un periodo permanente. Non solo. Precisano, inoltre, che il contingente dei carabinieri a Kinshasa non fu potenziato durante le elezioni presidenziali: si mantennero due militari alla difesa personale di Attanasio e due alla sorveglianza dell'ambasciata. Gli unici rinforzi spediti da Roma furono in realtà dei sostituti dei carabinieri che si assentarono per le vacanze di Natale. La nota della Farnesina arriva nel tardo pomeriggio di ieri, dopo una lunga giornata trascorsa negli uffici ad esaminare numerosi faldoni di documenti. E si apprende che un funzionario diplomatico verrà a breve inviato a Kinshasa «a supporto del personale presente in Ambasciata». Resta il fatto che dopo quasi un anno e mezzo in Congo, Luca Attanasio si era evidentemente reso conto della necessità di consolidare la sua tutela personale. Inoltre c'è la questione, ancora aperta, della protezione che avrebbe dovuto garantire il Programma alimentare mondiale (Pam) nel contesto della missione Onu Monusco. Su questo aspetto la Farnesina precisa «che in tutti i contesti esteri dove i nostri dipendenti effettuano missioni organizzate dalle Nazioni Unite o da altre organizzazioni internazionali, la responsabilità in materia di sicurezza è in capo a queste ultime. Infatti, il Pam ha dichiarato che la missione nell'area di Goma, località nella quale l'ambasciatore Attanasio e il carabiniere Iacovacci erano giunti a bordo di un aereo della Nazioni Unite, si svolgeva su veicoli del Programma Alimentare Mondiale. Il Pam ha formalmente manifestato la propria disponibilità a fornire assistenza agli organi inquirenti italiani». Dal Ministero degli Esteri insistono sul fatto che le misure di sicurezza al momento dell'agguato mortale ricadessero nelle competenze e nelle responsabilità del Pam. Il motivo? Era stato il Pam «a organizzare la missione nella regione di Goma e a indicare nel suo comunicato del 22 febbraio che il percorso "era stato autorizzato senza scorta armata"». La vicenda mantiene contorni ancora poco definiti. Sono state pertanto avviate indagini per fare chiarezza sui fatti: «In data 24 febbraio, riscontrando la richiesta formale in tale senso presentata a nome del governo italiano dalle nostre rappresentanze permanenti presso le Nazioni Unite a New York e a Roma, il Dipartimento per la Sicurezza dell'Onu ha formalmente comunicato di avere avviato una indagine, insieme a Pam e la missione Monusco, sui tragici fatti del 22 febbraio e che tale indagine dovrebbe concludersi il 9 marzo, assicurando che gli esiti saranno condivisi con le autorità italiane». 

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