Anglotedesco

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martedì 23 febbraio 2021

Il presidente cauto sulle riaperture.Allerta varianti, verso altri stop

 


di Carlo Bertani

«E ora Salvini ha preso il posto di Renzi», sbuffano negli uffici del governo quei ministri che già poco sopportano l'azione del leader leghista. Forse non è un caso se nel summit sulle misure per il Covid, insieme ai suoi ministri di destra e sinistra, (Franceschini e Speranza, Giorgetti, Patuanelli e Gelmini) il presidente abbia schierato la formazione completa di scienziati, Agostino Miozzo, Franco Locatelli, Silvio Brusaferro. Per far sentire dalla loro viva voce, oltre che da Speranza, «che serve la linea della prudenza», per dirla con Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, che ogni settimana emette la sentenza sui colori delle regioni. Sono bastati alcuni numeri per capire il loro parere su eventuali riaperture mirate e controllate in zone gialle. Anche perché gli scienziari di Iss e Cts hanno fatto un quadro da paura: ormai oltre il 30% delle infezioni Covid in Italia è dovuto alla variante inglese. Il report più aggiornato mostra che a metà marzo la variante sarà predominante in tutte le regioni d'Italia. «Non si è posta una situazione di catastrofe imminente, ma si è chiesto prudenza al governo sulle nuove misure», ha riferito Miozzo uscendo da Palazzo Chigi. E il presidente - stando a quanto riferiscono i rigoristi - avrebbe sposato la linea della prudenza, già dimostrato con la proroga a fine marzo delle chiusure tra le regioni. I dem e Speranza spingono il presidente a placare il leader leghista, che vorrebbe consentire ai ristoranti di riaprire la sera nelle zone a minor rischio. E il disappunto di Zingaretti di fronte al fatto che la tesi di Salvini sia stata benedetta da Bonaccini «per dare ossigeno alle attività più colpite senza rinunciare alla prudenza», la dice lunga su quanto il Pd sia percorso da tensioni. «La disperazione non va cavalcata con false promesse, che senso ha dire "io lavoro per le riaperture"? Bisogna lavorare per governare la pandemia», è la stoccata del segretario dem. Il presidente intende coinvolgere di più il Parlamento e quindi niente più Dpcm di contiana memoria, d'ora in poi decreti legge da convertire nelle Camere, come chiesto più volte dalle opposizioni, che ora stanno nell'esecutivo. Oggi Speranza illustrerà alle Camere la situazione e le misure di precauzione del prossimo provvedimento. E ieri al vertice il presidente ha fatto venire anche il ministro dell'Economia Daniele Franco, perché se entro il 5 marzo andrà fatto un nuovo decreto con le misure di contenimento, andranno varati subito i ristori per chi ha subito i danni economici. Le aziende e il mondo dello sci ancora attendono i ristori di Natale e Capodanno. Il governo è in ritardo anche nel completare la squadra di governo: stasera andrà chiusa e domattina andranno nominati i sottosegretari in un consiglio ad hoc. 

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