Anglotedesco

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venerdì 26 febbraio 2021

L’annuncio di Xi :"La Cina ha sconfitto la povertà estrema "

 



da LA REPUBBLICA del 26 febbraio 2021.Filippo Santelli

Il palco più solenne, quello della Grande Sala del Popolo di Pechino. Un’ora di discorso del presidente trasmessa in diretta tv. Un editoriale di tre pagine sul Quotidiano del popolo . Tutta la fanfara che la propaganda di regime ha a disposizione. La Cina vuole celebrare, perché ha compiuto «un miracolo che resterà nella storia», ha detto ieri Xi Jinping, annunciando la «completa vittoria» in una delle battaglie chiave della sua leadership: quella per sradicare la povertà dalle aree rurali del Paese.

Otto anni fa, quando Xi è salito al potere, il Dragone contava ancora 100 milioni di persone sotto la soglia dell’indigenza. L’anno scorso, una dopo l’altra, le contee più remote hanno certificato che l’obiettivo è stato raggiunto: secondo l’oscura contabilità di Stato anche l’ultima famiglia povera è stata sollevata al di sopra della soglia dei 4000 yuan di reddito annuo, circa 500 euro. Così dopo la vittoria sul Covid, e a pochi mesi dal centesimo anniversario della fondazione del Partito comunista, il regime ha un’altra medaglia da appuntarsi al petto. Nel suo discorso Xi ha messo in chiaro di chi sia il merito: «La leadership del Partito e il sistema socialista sono le garanzie fondamentali contro i rischi, le sfide e le difficoltà».

Come tutti i grandi annunci del regime, anche questo va preso con cautela. Il valore politico della campagna era tale che il traguardo andava raggiunto a tutti i costi, quindi è possibile che le cifre a livello locale siano state "aggiustate". Soprattutto, la soglia fissata dalla Cina per definire la povertà era molto bassa, inferiore ai due dollari al giorno indicati dalla Banca Mondiale. La quantità di risorse stanziate però è stata notevole: 200 miliardi di euro nel corso di otto anni, con 3 milioni di funzionari di partito inviati ai quattro angoli del Paese, dalle montagne dello Yunnan ai deserti della Mongolia Interna. Il loro compito: coordinare progetti di sviluppo di ogni tipo, dall’agricoltura al turismo rurale. All’occorrenza, distribuire sussidi tra i cittadini. Otto anni dopo i risultati sono innegabili, la qualità della vita nelle aree remote della Cina è migliorata in modo sensibile. Oltre al reddito di 500 euro, il governo ha anche assicurato agli abitanti, "due preoccupazioni in meno", cioè cibo e vestiti, e "tre garanzie", cioè un’abitazione sicura, accesso all’educazione e alle cure mediche.

Aver dichiarato vittoria nell’anno del coronavirus è un ulteriore puntello per la legittimità del regime e per l’autorità di Xi. Anche perché molte delle zone interessate, come Tibet e Xinjiang, sono caratterizzate da tensioni con le minoranze etniche. Il vero problema però è rendere i risultati durevoli nel tempo, trasformare i sussidi in reale sviluppo economico. Il regime ne è consapevole: conclusa la lotta per la povertà, la nuova campagna lanciata da Xi si chiama "revitalizzazione rurale". Non sarà facile. Nonostante l’impegno contro la povertà la Cina si sta divaricando: le metropoli dell’Ovest corrono verso la modernità, mentre le regioni rurali e montuose dell’Est restano indietro. Tenere insieme queste Cine è una delle grandi sfide di Xi per i prossimi anni.


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