Anglotedesco

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mercoledì 24 febbraio 2021

Parla Maria Rescigno, professoressa all'Humanitas di Milano:«L'esempio è un lockdown come in Israele o nel Regno Unito"




Intervista di Francesco Rigatelli 

«Difficile dire se le chiusure locali basteranno». Per Maria Rescigno, professoressa ordinaria di Patologia generale all'Humanitas di Milano, «l'ideale sarebbe un lockdown come in Israele o in Regno Unito per facilitare la vaccinazione, ma la situazione italiana non è così grave né ci sono dosi sufficienti». 

Hanno senso zone rosse in cui concentrare la vaccinazione come in Lombardia? 

«Non tanto, perché il virus è già uscito. La strategia migliore è vaccinare a livello nazionale o eventualmente anche nelle zone limitrofe alle rosse». 

Come considera i vaccini disponibili? 

«Pfizer e Moderna sono ottimi e proteggono sia dalla malattia sia dal contagio. AstraZeneca è molto efficace nel primo caso, mentre non è chiaro l'effetto sulla possibilità di infettare. Però eliminando la malattia si limita anche il contagio per cui la distinzione è relativa. Bisogna usare tutti i vaccini approvati nel minor tempo possibile». 

AstraZeneca può essere dato agli anziani? 

«Meglio fermarsi a 65 anni, perché l'azienda non l'ha sperimentato a sufficienza sugli anziani. E va dato ai soggetti a rischio over 55 prima che a insegnanti e forze dell'ordine». 

Con le due dosi distanziate? 

«Tutti i vaccini approvati necessitano di due dosi e AstraZeneca funziona meglio con la seconda dose dopo tre mesi». 

Janssen di Johnson&Johnson funzionerà con una dose? 

«Pare di sì, ma lo confermerà l'Ema. Sarebbe un vantaggio soprattutto per gli anziani». 

Usare tanti vaccini può creare problemi all'immunità di gregge? 

«No, dovrebbe arrivare in ogni caso. Si studia anche la possibilità della prima dose di un vaccino e la seconda di un altro, che garantirebbe flessibilità». 

Si è capito quanto dura l'immunità dei vaccini? 

«Lo scopriremo a breve. Direi almeno un anno, ma dipende dall'età, dal vaccino e dalla qualità della risposta immunitaria, fatta di anticorpi e di cellule della memoria». 

Finita l'immunità dovremo rivaccinarci? 

«Potrebbe succedere, soprattutto agli anziani, ma a quel punto basterebbe una dose. Nuove varianti invece potrebbero costringere tutti a un richiamo, anche se non è scontato». 

Sta studiando le mucose di naso e bocca? 

«Vi potrebbe essere una prima protezione, data dall'immunoglobulina A, che neutralizza il virus all'ingresso e attaccandosi ad esso non gli permette di contagiare o, meglio, glielo consente, ma senza la possibilità di infettare. Questo già avviene nei guariti e potrebbe accadere dopo la vaccinazione con Pfizer».

Si potrebbe arrivare a vaccini spray? 

«Funzionerebbero meglio, perché vaccinando la mucosa si avrebbe una risposta sia locale sia sistemica, mentre il contrario non è sempre detto».

Ha appena scritto un libro per Vallardi sul "Microbiota", cosa c'entra la flora intestinale col Covid? 

«È l'arma segreta del sistema immunitario e più ce ne curiamo più siamo difesi. Un'alimentazione che sia ricca di frutta, verdura, cereali integrali e fermenti lattici, oltre ad allenamento, sonno e relax, favorisce la produzione delle immunoglobuline delle mucose» .

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