Anglotedesco

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mercoledì 24 febbraio 2021

Qatar, il censimento della vergogna: 6.750 morti nei cantieri dei Mondiali




da IL CORRIERE DELLA SERA del 24 febbraio 2021.Paolo Tomaselli

Forse senza la pandemia, sarebbe stato più difficile mettere assieme i tasselli, vedere nitidamente il quadro dell’orrore che fa da sfondo al prossimo Mondiale di calcio previsto in Qatar dal 21 novembre al 18 dicembre 2022: per mesi, decine di famiglie nepalesi sono rimaste in attesa del rimpatrio all’aeroporto di Katmandu delle salme dei loro cari, morti a causa del virus, ma non solo, a Doha e dintorni. Qualcuno — ha raccontato prima di Natale il Daily Mail — ha rinunciato, disponendo la cremazione in Qatar. Altri invece hanno aspettato, protestato o semplicemente mostrato al mondo che i conti non tornano.I lavoratori morti in dieci anni nella costruzione delle infrastrutture per la Coppa del mondo non sono 37 o 67, come recitavano le cifre più recenti. Sono almeno cento volte di più — come ha rivelato ieri un’inchiesta del Guardian — ma la stima ufficiale rischia di essere drammaticamente per difetto: i decessi conteggiati sono 6750, 12 a settimana, secondo il censimento della vergogna, che raccoglie le cifre comunicate dai governi di India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka. Il dato, pur impressionante — come lo è il fatto che la maggior parte dei decessi sia per «cause naturali» non meglio precisate — non tiene conto degli ultimi mesi del 2020 e soprattutto non include i lavoratori di Kenya e Filippine che forniscono una quantità ingente di manodopera al Qatar.I numeri sono comunque sconvolgenti e sono così alti perché non riguardano solo gli operai caduti direttamente nella costruzione dei sei impianti (su otto) tirati su dal nulla per giocare a calcio, ma comprendono tutti i lavoratori impegnati dal 2011 per costruire il nuovo aeroporto, le strade, le metropolitane e gli hotel. Un’operazione che ha cambiato il volto del Qatar, sfondando i centocinquanta miliardi di dollari di spesa. E che da anni, almeno attorno alle futuristiche arene refrigerate ormai pronte per ospitare Mbappé, Ronaldo o Messi, ha già attirato l’attenzione delle organizzazioni umanitarie: Amnesty International si è mossa sul campo, interrogando decine di immigrati e scoprendo il «sequestro» dei passaporti subito da tanti operai. Una rivelazione che ha messo in imbarazzo il governo del Qatar e la Fifa, già sotto pressione per le ombre sulla assegnazione del torneo, stabilita il 2 dicembre 2010 dall’ex presidente Blatter.Nel 2016 il capo del comitato di Qatar 2022 aveva ammesso di «non avere la bacchetta magica per risolvere il problema delle morti sul lavoro. Ma il Mondiale sarà un catalizzatore per il cambiamento». Magari invece si rivelerà un gigantesco bo0merang: di fronte alla nuova contabilità dello scempio in atto, fra suicidi, operai collassati nelle loro baracche o morti in incidenti atroci, abusi di ogni genere e condizioni di vita disastrose, il governo del pallone mondiale farà finta di niente?

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