Anglotedesco

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mercoledì 24 febbraio 2021

Ritardi nei vaccini.Mario Draghi all'Unione:"Faccia rispettare tutti i contratti"

 



di Alessandro Barbera 

Ursula von der Leyen non sa come uscirne. Osserva, sottolinea, rilascia interviste per tentare di spiegare che la situazione non è grave come sembra. Eppure - lo ammette in un'intervista a un giornale tedesco - l'intera Unione a ventisette ha vaccinato meno di 28 milioni di cittadini contro i 18 della sola Gran Bretagna. Le ricostruzioni dei contatti via zoom fra i capi di Stato di questa settimana - formali e informali - descrivono la presidente della Commissione europea in forte imbarazzo. Ben cinque leader europei - di Spagna, Danimarca, Belgio, Polonia e Lituania - hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio europeo Jean Michel per invocare un'azione comune urgente al fine di aumentare la capacità produttiva di vaccini dentro l'Unione. «Ormai la frittata è fatta», spiega una fonte diplomatica italiana. Perché vedano la luce nuovi vaccini compiutamente europei, o anche solo per rafforzare l'industria dei prodotti anti-Covid dentro i confini dell'Ue occorrono da sei mesi a un anno. Per ora il Continente dipende dalle forniture di due aziende americane, da una anglo-svedese, e da contratti largamente disattesi, soprattutto per quanto riguarda AstraZeneca. Questa settimana Draghi ne ha parlato con von der Leyen ben tre volte, ieri di nuovo in una telefonata con Michel. Draghi ha sottolineato il disappunto italiano e invitato von der Leyen a «far rispettare gli impegni contrattuali» alle case farmaceutiche. Il vertice straordinario di oggi e domani dei Capi di Stato dei Ventisette è il primo dell'ex numero uno della Bce da premier, il test per verificare quanto la sua credibilità internazionale cambierà gli equilibri politici continentali e a vantaggio dell'Italia. Draghi dirà che se confrontato con quello degli Stati Uniti, il piano vaccinale europeo è in ritardo di tre mesi. E poiché la ripresa dell'economia dipende anzitutto dalla fiducia nella efficacia dell'immunizzazione di massa, occorre agire rapidamente. Con l'occhio dell'economista Draghi nota numeri che lo preoccupano: negli Stati Uniti il tasso di inflazione sta salendo più delle stime, e questo potrebbe spingere i tassi di interesse mondiali al rialzo prima del previsto. Proprio ieri, per la prima volta dalla sua nomina a premier, lo spread fra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato sopra la soglia psicologica dei 100 punti. Per quanto straordinariamente bassi, una progressione al rialzo della curva dei tassi potrebbe ridurre le aspettative di crescita del Pil di tutta l'area della moneta unica. La ripresa avrebbe dovuto essere già iniziata e, a meno di una recrudescenza del virus, dovrebbe consolidarsi da giugno. Ecco perché non c'è un minuto da perdere sulle forniture. Nella lista nera della Commissione c'è AstraZeneca, che questa settimana ha annunciato l'ennesimo taglio. Una decisione beffarda, visti i pasticci sulla sperimentazione, le difficoltà dell'ente per il farmaco europeo (Ema) ad autorizzarne subito l'uso per tutte le fasce di età, e la decisione delle autorità americane (Fda) di imporre una seconda sperimentazione, non ancora conclusa. Ieri nel tentativo di spegnere la polemica von der Leyen e Angela Merkel hanno detto di ritenere quel vaccino affidabile ed efficace.In attesa del via libera dell'Ema a Johnson&Johnson, per l'Unione la ripresa delle forniture anglo-svedesi è l'unica speranza per recuperare il tempo perso nei confronti di Stati Uniti e Gran Bretagna. E la dimostrazione plastica del fallimento di una strategia. 

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