Anglotedesco

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venerdì 26 febbraio 2021

Vertice nella villa di Grillo per affidare il M5S a Conte

 


Giuseppe Conte sarebbe pronto a scendere in campo per i 5 Stelle. Ma intanto è bufera per le indiscrezioni sul «caminetto» tra i vertici pentastellati chiamati a decidere la strategia per il futuro del M5S e proprio di un eventuale ruolo alla guida del Movimento da parte dell'ex presidente del Consiglio. L'incontro, previsto per domenica nella villa toscana di Grillo, a Marina di Bibbona, doveva rimanere segreto e il fatto che sia trapelato sulla stampa ha fatto infuriare un po'tutti. In primis il garante del Movimento: «Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere» scrive in un tweet il comico che cita l'aforisma di Ludwig Wittgenstein tuonando contro la fuga di notizie. L'indiscrezione ha indispettito anche il presidente di Rousseau, Davide Casaleggio che, non si sa se perché non invitato o per tenersi fuori dalle diatribe, smentisce di aver in programma la sua partecipazione. Casaleggio, spiega l'Associazione Rousseau, sabato e domenica parteciperà alle tappe del tour per costituire nuovi meet-up digitali e «non ha altri impegni». Ma il segno lasciato dalla fuga di notizie non finisce qui. Un deputato, Francesco Berti, lancia il sasso: «A cosa è servito fare un anno di Stati generali del M5S se poi la linea cambia sui giornali o nel fine settimana a Bibbona? Se il M5S deve crescere, si renda conto che ratificare su Rousseau scelte prese altrove non è democrazia diretta, ma plebiscitaria».Un altro deputato, Luigi Gallo, mette in guardia dal ripetersi della fallimentare strategia «dell'uomo solo al comando». A Giuseppe Conte, dice, «do il suggerimento di non raccogliere alcun incarico nel M5s senza che sia abbandonato l'infantile modello democratico che ci ha condotti fin qui». L'ex presidente del Consiglio, intanto, non scioglie la riserva sul suo impegno con i 5 Stelle, dato ormai per certo visti gli innumerevoli «inviti» arrivati dal Movimento, e non solo. L'ipotesi di un suo impegno diretto al momento prevale anche se si scontra con l'iter avviato per la costituzione del Comitato direttivo a 5 (per il quale già si candida l'ex ministra Elisabetta Trenta), che pure prevede al suo interno un ruolo di presidente, anche se a turno, dell'organismo. Ma non saranno certo le beghe regolamentari a costituire un intralcio al progetto. Così come ora le recenti proclamazioni di espulsione non escludono che ci possano essere ripensamenti. A qualche parlamentare, infatti, l'invito a «ritrattare» è arrivato. «Stavo giusto pensando di mettermi in ginocchio sui ceci» ironizza l'espulsa Emanuela Corda. Un accordo con gli espulsi potrebbe servire anche a fermare i ricorsi che verranno avviati a breve: a Cagliari il tribunale ha già stabilito che Vito Crimi non può rappresentare legalmente il movimento in quanto non più capo politico, visto che l'organo collegiale è stato già votato dagli iscritti. E dubbi potrebbero essere sollevati dai ricorrenti sul conflitto di incarichi in capo ai probiviri o al comitato dei garanti del Movimento in cui siedono componenti che hanno incarichi di governo. Mentre già una componente del collegio, Raffaella Andreola, si è rifiutata di firmare i provvedimenti di espulsione perché a rischio ricorso in quanto non rispettosi dei tempi previsti per le controdeduzioni. 


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