Anglotedesco

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domenica 25 aprile 2021

Duello tra i partiti e con la Ue.Poi il si al Recovery Plan

 


da IL CORRIERE DELLA SERA del 25 aprile 2021.Marco Galluzzo

Mario Draghi chiede più rispetto per l’Italia. All’Europa che pretendeva ulteriori garanzie sul Recovery, il premier ha reagito chiamando al telefono la presidente von der Leyen: «Basta dare spiegazioni». Tensioni sul superbonus in maggioranza, ma il Cdm approva il nuovo piano. Intanto alla vigilia delle riaperture è allarme folla nelle città. Il Viminale: «Più controlli».Parto travagliato per il Recovery plan. Il Consiglio dei ministri, inizialmente convocato per le 10 di mattina, si è riunito dopo le 10 di sera, per dare il primo via libera al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza che serve a ottenere da Bruxelles i 191,5 miliardi di euro, cui si aggiunge un Fondo complementare da 30 miliardi di risorse nazionali in deficit. In realtà il Consiglio doveva riunirsi già venerdì, ma poi le tensioni sulla proroga del Superbonus del 110% e sulla governance avevano spinto il premier, Mario Draghi, al rinvio. Che però, anziché facilitare l’accordo, ha favorito il gioco al rilancio dei partiti mentre si complicava anche la partita con Bruxelles, che chiedeva maggiori garanzie sulle riforme, con la fissazione di un cronoprogramma verificabile, finché una telefonata tra Draghi e Ursula von der Leyen ha sbloccato la situazione. Nel nuovo Pnrr, sottolinea il premier, sulle riforme ci sono ben 40 pagine su 334 mentre nel vecchio Piano di Conte solo una.

La giornata è cominciata con la richiesta di aggiungere un anno alla vigenza del Superbonus, arrivando al 31 dicembre 2023, rilanciata per i 5 Stelle da Giuseppe Conte. E la proroga veniva cavalcata anche da Forza Italia e dal Pd. Intanto Leu alzava la posta sui capitoli inclusione sociale e parità di genere mentre il Pd insisteva perché già nel Pnrr si annunciasse una clausola a favore dell’occupazione giovanile e femminile da adottare poi con un decreto. Infine la Lega puntava i piedi e otteneva che dalla bozza si togliesse che il governo non intende prorogare Quota 100 oltre il 31 dicembre 2021. Il tutto mentre i tecnici del ministero dell’Economia erano impegnati in un serrato confronto con gli uffici della Commissione europea per rendere conformi agli standard richiesti il Pnrr. E di fatto il Consiglio dei ministri si è riunito solo dopo l’ok di Bruxelles. Un passo, del resto, decisivo. La Commissione, infatti, dovrà dare un primo giudizio sul Piano entro 60 giorni e solo se questo sarà positivo scatterà l’anticipo del 13%, circa 24 miliardi. «C’è il disco verde della Commissione», ha assicurato Draghi ieri sera.Alla fine il Pnrr è passato nel Cdm, anche se l’approvazione vera e propria ci sarà dopo che il premier avrà illustrato il Piano domani alla Camera e martedì al Senato. Entro venerdì il governo invierà il testo a Bruxelles. Sulla questione del Superbonus il compromesso raggiunto prevede l’impegno a prorogare la misura (lo ha preso il ministro Daniele Franco nel consiglio dei ministri), ma la norma e i relativi stanziamenti in più sono rinviati alla prossima legge di Bilancio.

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