Anglotedesco

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venerdì 23 aprile 2021

E' divorzio fra i 5 stelle e Rousseau

 



Una questione economica, una questione politica e una questione statutaria. Si è consumato il divorzio fra associazione Rousseau e Movimento 5 Stelle, fatto che assume significati su piani diversi, forse paralleli o forse intrecciati gli uni agli altri, tanto da far ipotizzare persino l'implosione di entrambi i fronti. Ha una portata storica (e una legale ancora tutta da scoprire) la separazione fra due anime dello stesso soggetto: a dividersi, infatti, sono i figli, naturale e politico, nel Movimento 5 Stelle rifondato da Casaleggio jr e Di Maio. E se a uscirne male nell'immediato sembra l'erede del compianto Gianroberto, con il Movimento-partito sempre più nelle mani di un Giuseppe Conte pronto a trovare un nuovo strumento per il dialogo diretto con la base, del doman non v'è certezza. Perché è lo statuto del Movimento, non un pezzo di carta qualsiasi, a sancire che è Rousseau la piattaforma con la quale si devono svolgere le consultazioni della base, dove il voto conta e uno vale uno, come si diceva negli anni belli e puri.Il braccio di ferro economico ha visto Davide Casaleggio sconfitto: gli eletti pentastellati non verseranno quanto junior pretendeva. Ma è marginale, rispetto al dato politico. Ecco, la politica: è proprio questo il cuore del problema, ossia il ruolo attivo di un'associazione che avrebbe dovuto essere un semplice tramite. «Il Movimento è dove sono le persone che ne rispettano i principi e ne portano avanti le idee. Rousseau sarà sempre la casa di queste persone», scrive su Facebook Davide Casaleggio.«Rousseau è nato molto prima del Movimento stesso», quindi «partiremo con un nuovo progetto e con nuovi attori protagonisti, ma non sarà facile. Dovremo risolvere tutti i pesanti problemi economico-finanziari che ci sono stati addossati e trovare strategie di sostenibilità per il futuro». Così l'associazione Rousseau con una nota sul Blog delle stelle. Che prosegue: «Rousseau diventerà uno spazio aperto, laico e trasversale. Uno spazio per dare voce a tutti coloro che vorranno aggregare persone attorno a battaglie, temi o proposte. Uno spazio che ha l'ambizione di realizzare la più grande "lobby" dei cittadini attivi». E ancora: «Lavoreremo per costruire un potente media civico che sia in grado di attivare, da una parte, concrete azioni di partecipazione attiva e di cittadinanza digitale e dall'altra, di incubare quelle nascenti composizioni civiche che diventeranno protagoniste dello scenario politico del futuro», annuncia l'associazione, confermandosi attore sempre più politico e attivo. Intanto ricorre alla cassa integrazione, a causa «dell'enorme mole di debiti cumulati dal Movimento 5 stelle nei confronti dell'associazione Rousseau e della decisione di chi ritiene di essere il gruppo dirigente del Movimento di impartire ai portavoce un invito diretto a violare espressamente lo statuto stesso del movimento, omettendo di versare, già dal mese di aprile, il contributo stabilito per i servizi erogati».Si annunciano battaglie su più fronti e, mentre i militanti si accapigliano fra chi giudica un grave errore il divorzio e chi, al contrario, lo vive come una liberazione, c'è una questione statutaria che rischia di scontentare tutti. A metterla a fuoco è l'avvocato Lorenzo Borrè, fra l'altro legale di molti espulsi dal Movimento, che fa notare come per statuto l'associazione Rousseau fornisce servizi tecnologici al Movimento: «Tanto bastava, a mio avviso, per rendere simbiotiche le due associazioni, sostanzialmente due sorelle siamesi. È proprio questa simbiosi a farmi ritenere che il distacco traumatico dei due corpi politici possa portare, nel medio termine, alla dissoluzione di entrambi, di quella che ora si trova a terra e di quella ancora in piedi». 

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