Anglotedesco

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lunedì 26 aprile 2021

La panchina rossa è sgradita. Il Comune la mette arancione


Benvenuti alla guerra delle panchine, alla disfida dei colori. Anzi, per meglio dire: alla battaglia delle panchine colorate. Rosso contro arancione, associazioni contro comune. E, quello che è più triste, violenza sulle donne contro violenza delle foibe, come a fare una classifica, o una scelta.La storia inizia a fine scorso anno, quando l'associazione "Spazio libero" offre al Comune, guidato dal sindaco di centrodestra Alberto Coluccini, una panchina rossa da installare come simbolo della lotta alla violenza sulle donne. Non una novità, visto che di panchine del genere, in Italia, in Toscana e anche in provincia di Lucca ce ne sono a centinaia, forse a migliaia. Ma non in questo paesone sulla sponda est del Massaciuccoli, il lago di Puccini. Qui nonostante non ci fossero oneri per il Comune (l'amministrazione avrebbe dovuto semplicemente indicare il posto dove piazzarla), l'ok non arriva. E di fatto non arriva nemmeno una giustificazione per questo comportamento. Le supposizioni, allora, cominciano a rincorrersi. Quella più gettonata è che il sindaco e la sua maggioranza "vedano rosso", in senso letterale: insomma, per loro il rosso della panchina avrebbe a che fare con una collocazione politica di sinistra, piuttosto che con il colore scelto ormai da anni per ogni azione di sensibilizzazione contro violenza sulle donne e femminicidi. Qualche giorno fa "Spazio libero" annuncia che sabato 24 avrebbe portato la panchina rossa sotto il Comune. Venerdì 23 contromossa del Comune: proprio sabato 24, taglio del nastro per una panchina arancione, in tinta con la campagna "Orange the World" dell'Onu per la prevenzione della violenza sulle donne. Un manufatto da collocare in zona defilata e da intitolare a Norma Cossetto, studentessa istriana, figlia di un dirigente fascista, uccisa e infoibata dai partigiani di Tito. E la panchina rossa? Spazio libero l'ha portata come promesso davanti al Comune, senza che nessuno la "ritirasse". Allora è stata spostata in un'area privata, davanti a una lavanderia, dove sono arrivati anche i vigili per controllare che tutto fosse in regola, almeno con il suolo pubblico. Perché per il resto, di regolare in questa storia c'è ben poco.

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