Anglotedesco

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giovedì 29 aprile 2021

M5S, i vertici delusi dal Pd «Con le primarie nelle città l’alleanza è a rischio»

 



da IL CORRIERE DELLA SERA del 29 aprile 2021.Emanuele Buzzi

L’alleanza tra Pd e M5S scricchiola già prima di essere ufficialmente varata. La fase di incertezza del Movimento insieme all’urgenza dei dem di dare risposte alle diverse istanze locali stanno mettendo a dura prova il fronte in vista delle Amministrative. Oggi potrebbe esserci già un «momento di confronto» tra Enrico Letta e Giuseppe Conte a margine dell’incontro online «Verso le Agorá» promosso dal think tank di Goffredo Bettini. Da parte dei vertici M5S infatti c’è «molta delusione nel caso il Pd decida di correre da solo a Torino».Il candidato della Mole è — insieme al Campidoglio — una nota dolente dei rapporti trai due partiti. Il Pd ha annunciato l’intenzione di fare le primarie. «I dem lascino perdere l’idea dei gazebo, altrimenti consegnano la città alla destra», dicono fonti qualificate M5S. E rincarano la dose: «Se chiudiamo accordi solo in una città o due, allora tanto vale mettere in discussione anche l’alleanza per le Politiche. Se è un problema allearsi, noi rimarremo ago della bilancia».

Parole di fuoco, perché il fronte del Nord targato M5S è a dir poco sul piede di guerra sia nei confronti dei dem sia dei big M5S. Oltre a Torino, anche a Milano e a Bologna — gli altri capoluoghi di Regione interessati dal voto — Pd e M5S sono sul punto di imboccare strade diverse. In Lombardia Beppe Sala ha fatto capire che preferisce andare da solo, il Movimento gli contrapporrà probabilmente o Simona Nocerino o Gianluca Corrado. In EmiliaRomagna, l’alleanza si è arenata sul ruolo di Italia viva, che punta su Isabella Conti. «Possiamo raccontarcela come vogliamo, autonoma e libera, ma è una candidatura di Matteo

Renzi», dice Max Bugani.

Lo stallo fa crescere i malumori in Parlamento. «A ottobre cosa resterà in mano a Conte e al neosegretario del Pd Enrico Letta, che più di tutti si sono spesi per questa alleanza? Guardiamo in faccia la realtà: le elezioni d’autunno non sono comunali qualsiasi, ma delle vere e proprie consultazioni di medio termine», scrive il deputato Sergio Battelli. Che poi incalza: «Conte allora abbandoni i box e acceleri». L’ex premier viene difeso da Stefano Buffagni e Lucia Azzolina. Ma il nodo per Conte non è solo il Nord, ma anche la Capitale, vero terreno di scontro tra Pd e Cinque Stelle. Una parte

La critica sulla scelta dei gazebo a Torino A Bologna intesa arenata sui renziani dei vertici è pronta a sacrificare Virginia Raggi, che però gode del favore della base M5S e di un appoggio trasversale che va da Beppe Grillo ad Alessandro Di Battista. Non solo. Sono sempre più i parlamentari, compresi quelli romani, che si sono schierati con la sindaca (che secondo i rumors M5S avrebbe dalla sua anche dei buoni numeri nei sondaggi). Insomma, un quadro difficile per un patto.

Maggiori sono le possibilità, invece, per le Regionali in Calabria e — soprattutto — per le Comunali a Napoli. Qui il M5S dovrà trovare una quadra anche con il governatore Vincenzo De Luca. «Il tavolo è aperto a prescindere dai nomi», dicono i pentastellati. In realtà in pole position per la corsa a sindaco il Movimento vede il presidente della Camera Roberto Fico.

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