Anglotedesco

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martedì 25 maggio 2021

ALESSANDRO DI BATTISTA:"«I 5 Stelle rischiano di piegarsi al potere .Non so ancora se farò un mio movimento»



da IL CORRIERE DELLA SERA del 25 maggio 2021.Emanuele Buzzi

Alessandro Di Battista, lei ha scritto un saggio, «Contro», (edito da Paperfirst) che è un attacco al mondo della politica. Perché si dedica ancora a temi anti casta quando la gente cerca risposte su economia e salute?

«È molto difficile che questo governo dell’assembramento possa fornire le risposte che le persone cercano. Io ho fatto politica e non soltanto ho combattuto la casta. Penso sia giusto portare alla luce alcuni temi e credo che la battaglia per la sobrietà della politica tornerà di moda nei prossimi mesi».

Lei attacca i conflitti di interesse, ha detto che Conte è stato fatto fuori dai poteri forti. Non alimenta facili complottismi?

«Negare che ci siano asset di potere come industriali, lobby o grandi gruppi mediatici significa negare la storia».

La situazione nel Paese però si sta normalizzando.

«Far coincidere l’andamento della campagna vaccinale con la normalità significa essere fuori dal mondo: i problemi sociali inizieranno dopo l’estate».

Sostiene che la «pax draghiana» come lei l’ha definita sia dannosa per i partiti: a suo avviso subiranno ridimensionamenti?

«Sempre più persone decideranno di non votare più perché la politica sta dando il peggio di sé».

In che senso?

«Una volta attori e artisti coraggiosi si impegnavano su temi politici, oggi politici pavidi tacciono su questioni dirimenti, ma commentano cantanti e attori: è la morte della politica».

Ha intenzione di fondare un suo partito?

«Non ci ho ancora pensato. A chi mi dice di tornare nel M5S, rispondo che mi siederei al tavolo solo se uscissero dal governo».

Sente Luigi Di Maio? Che consigli gli dà?

«Sono uscito dal M5S e non do consigli a chi è dentro».

Ha detto che il Paese ha bisogno di manutenzione. Ma non ci poteva pensare il M5S?

«C’è una parte di M5S che insiste su questi temi e una parte che pensa al Ponte sullo Stretto: io la penso come i primi».

Non do consigli a chi è rimasto nelle file del Movimento Più che i singoli salvo certe battaglieDavide Casaleggio è un mio amico Spero proprio che la guerra sugli iscritti non arrivi in tribunaleC’è qualcuno che salva?

«Più che le singole persone salvo alcune battaglie».

E qualcosa che non rifarebbe più?

«Di errori ne ho fatti tanti, ma non ho mai sbagliato per convenienza».

Il M5S è diventato come l’Udeur?

«Se non torna a fare battaglie politiche rischia solo di trasformarsi in un partito di potere».

E Conte è in grado di dare la sterzata che serve al M5S?

«Gli faccio un in bocca al lupo».

Che giudizio si è fatto di lui?

«L’ho conosciuto, mi pare una persona perbene e molto preparata. Gli ho chiesto più volte maggiore coraggio sul tema della revoca delle concessioni ai Benetton, ma allo stesso tempo gli riconosco una attenzione a famiglie e imprese durante la fase pandemica che non vedo con il governo Draghi».

Come finirà con Davide Casaleggio e con Rousseau?

«Davide è un mio amico. Spero proprio che non si arrivi in tribunale».

Lei è pronto a sostenere Virginia Raggi a Roma. Gli ultimi rumor per il centrodestra accreditano Gasparri come sfidante.

«Sì, leggo di candidati come Bertolaso, Gasparri e Albertini: sembra di essere tornati negli anni 90, solo che allora almeno c’era qualche idea».

Ma se la sindaca glielo chiederà lei è pronto a tornare sul palco con i suoi ex colleghi?

«Al di là dei palchi, qualora Virginia me lo chiedesse io la sosterrei in prima linea».


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