Anglotedesco

Anglotedesco

mercoledì 26 maggio 2021

Almeno un freno era stato disabilitato.Indagati i primi addetti:"Un errore umani"

 


da IL CORRIERE DELLA SERA del 26 maggio 2021.Giuseppe Guastella


È tra le immagini scattate subito dopo il disastro della funivia precipitata a valle, la risposta che potrebbe spiegare la tragedia costata la vita a 14 passeggeri, fra cui due bambini: una staffa o morsa, o «forchettone», di colore rosso inserita per disattivare i freni. Tra i primi indagati alcuni tecnici.

Ci sono i primi indagati nell’inchiesta sulla tragedia della funivia del Mottarone. Ad appena due giorni dall’incidente che è costato la vita a 14 persone e al termine di una giornata decisiva per una parte significativa dell’inchiesta, la Procura di Verbania iscrive alcuni nomi nel registro degli indagati ipotizzando i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni gravissime e disastro colposo. Sono dipendenti della società Ferrovie del Mottarone, ai quali presto potrebbe aggiungersi quello del titolare Luigi Nerini.

Quindi non è stata una fatalità, o almeno non solo, secondo gli inquirenti. A far spezzare la fune «traente» della funivia del Mottarone, a far correre senza freni la cabina per centinaia di metri a oltre 100 all’ora fino a precipitare nel vuoto per oltre 50 metri schiantandosi a terra è stata una concomitanza di più fattori, come sempre avviene negli incidenti.

Non è ancora chiaro perché la corda d’acciaio si sia rotta, ma se la cabina non si è fermata immediatamente come avrebbe dovuto è perché qualcuno ha disabilitato almeno uno dei due freni di emergenza bloccandolo (come dimostra una foto dei rottami, l’altropotrebbe essere saltato nel disastro) con un «forchettone». E questo può essere dovuto solo a un «errore umano», dicono gli investigatori che lavorano senza sosta per ricostruire quello che è accaduto. Perché l’incidente si sia verificato proprio intorno alle 12 di domenica, quando la funivia aveva già fatto alcune corse tra Stresa e il Mottarone, saranno le consulenze che verranno disposte nelle prossime ore dal procuratore di Verbania Olimpia Bossi e dal pm Laura Carrera a spiegarlo, precisando se è intervenuto un fattore esterno o se il cavo era danneggiato. In entrambi i casi, fune e freni, gli inquirenti dicono che «la chiave è nella manutenzione». Sia quella periodica, che è affidata alla Leitner, società leader negli impianti a fune (le ultime ispezioni ai freni sono del 3 maggio), sia quella fatta per suo conto dalla Sateco di Torino e sia quella eseguita dagli addetti delle Ferrovie del Mottarone che ieri sono stati interrogati fino a tarda sera dalla procuratrice Bossi nella caserma dei carabinieri di Stresa. Convocati come testimoni, la loro posizione si è aggravata, il pm ha contestato le accuse e ha sospeso gli interrogatori fino all’arrivo degli avvocati difensori. È evidente che Carabinieri e pm hanno già su certezze, confermate dagli interrogatori, su chi ha lasciato i forchettoni sulla cabina, che per questo è stato indagato.

Questi elementi e molti altri sono stati al centro di un vertice in Procura tra Bossi e i militari che da domenica lavorano senza sosta alle indagini. Il comandante della compagnia di Verbania, il capitano Luca Geminale, ha consegnato al magistrato una prima informativa sui sequestri dell’intero impianto e della documentazione tecnica e amministrativa delle Ferrovie Mottarone, ma anche sulle posizioni dei suoi addetti.I militari acquisiranno atti negli enti, pubblici e privati, coinvolti, a partire dal Comune di Stresa e dalla Regione Piemonte che si rimpallano la proprietà della funivia dato che dal 1997 il passaggio, non sarebbe stato ancora formalizzato.

È facile prevedere che altri indagati, oltre che nelle Ferrovie, ci saranno anche nelle aziende che hanno eseguito la manutenzione e dato la certificazione degli impianti. Il procuratore Bossi, però, vuole aver ben chiara la situazione delle competenze per consentire agli indagati di partecipare agli esami dei consulenti della Procura, che già domani ispezioneranno i rottami della cabina.

Nessun commento:

Posta un commento