Anglotedesco

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giovedì 27 maggio 2021

«Ammazzati per fare soldi» L'esperta: «Come un attentato»

 


La rabbia prende il posto del dolore, mentre emergono le responsabilità del disastro del Mottarone. «Me li avete ammazzati. Mi spiace, non ci sarà mai nessun tipo di perdono», scrive su Instagram Angelica Zorloni, figlia di Vittorio morto insieme alla compagna Elisabetta Persanini e al loro figlio di 5 anni Mattia. «Fa schifo pensare che siano morti per i soldi», dice Corrado Guzzetti, zio di Mattia ed Angelica. L'uomo se la prende anche con i politici: «Ci hanno detto - spiega - che sarebbero stati i funerali di Stato e che avrebbero pensato a tutto loro, poi si sono rimangiati tutto, negandosi al telefono».Per Valeria Ghezzi, presidente nazionale degli esercenti funiviari, «sconcertata e sotto shock» per gli arresti disposti dalla procura, «lo scenario che si delinea per la tragedia del Mottarone è paragonabile a un attentato: la manomissione dei freni esponeva deliberatamente alla morte chi saliva sulla funivia».Giulio Disegni, vicepresidente dell'Unione delle comunità ebraiche in Italia all'uscita dell'ospedale infantile Regina Margherita di Torino dove è ricoverato il piccolo Eitan, unico sopravvissuto al disastro, dice che «il risultato dell'inchiesta è sconvolgente. Davanti a quattordici vite spezzate le scuse non bastano. Forse neanche il carcere. Ci vuole una pena esemplare». Il sindaco di Diamante Ernesto Magorno, da cui proveniva una delle delle vittime, Serena Cosentino, annuncia che il suo comune si costituirà parte civile parte civile. «Emerge un quadro di responsabilità diffuse - dice - e di colpevoli omissioni, che ora dovranno essere vagliate dalla magistratura. Sono convinto che mai come in questa tragedia densa di dolore e ingiuste privazioni, di vittime innocenti e di vite spezzate la ricerca della giustizia debba essere celere ed efficace». «Questo è l'11 settembre di Stresa», ha detto tra le lacrime la sindaca Marcella Severino partecipando alla messa di suffragio per le vittime. «Una morte ingiusta» dice don Gianluca Villa, parroco di Stresa. «Chiediamo il calore della consolazione affinché sia fatta chiarezza e giustizia su questa tragedia immane», dice nella sua omelia, aggiungendo di avere il «cuore spezzato per la sofferenza che vedo nei familiari delle vittime». Sull'altare della chiesa sono disposte quattordici fiammelle. 

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