Anglotedesco

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sabato 8 maggio 2021

ANDREA ORLANDO:"L'indignazione non basta"

 


di Paolo Nencioni

«Non bastano il cordoglio e l'indignazione. Occorre fare». Lo dice il ministro del Lavoro Andrea Orlando uscendo dall'incontro da lui stesso convocato in Prefettura a Prato per fare il punto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro dopo la tragica morte di Luana D'Orazio, lunedì all'Orditura Luana di Montemurlo. Il problema è che il soggetto di quel "fare" è proprio lui, il ministro, che non ha portato in dote a Prato i rinforzi che ci si potevano aspettare. L'unico accenno concreto, rispondendo a una domanda del Tirreno, è il seguente: «Ci sarà un concorso nazionale per l'assunzione di 2.000 ispettori del lavoro e Prato avrà la sua quota parte». Subito dopo l'incontro in Prefettura, Orlando ha deciso di andare a far visita ai genitori di Luana, a Pistoia, lontano dai riflettori. Aveva chiamato in giornata dicendo che forse avrebbe partecipato ai funerali della giovane, lunedì. Ha richiamato poco prima delle 17 e dopo un quarto d'ora si è presentato alla porta della casa alla periferia di Pistoia. Ha lasciato fuori la scorta ed è entrato da solo. La visita è durata circa 20 minuti. Al termine il ministro non ha rilasciato dichiarazioni ma i familiari di Luana hanno spiegato che Orlando ha detto di essere venuto da semplice cittadino per portare vicinanza ed esprimere condoglianze. «La visita del ministro è stata una sorpresa - hanno spiegato la mamma di Luana, Emma Marrazzo, e il cugino Davide - oggi ci ha telefonato dicendo che forse avrebbe partecipato ai funerali ma non ci aveva detto della visita. Abbiamo sentito vicino lo Stato». In Prefettura a Prato il ministro si è presentato qualche minuto prima delle 15, ha "dribblato" la protesta dei lavoratori licenziati della stamperia Texprint, che da gennaio denunciano condizioni di sfruttamento, e si è seduto al tavolo coi rappresentanti delle forze dell'ordine e degli enti locali. Ha fatto una breve relazione e ha ascoltato le richieste di potenziamento dell'organico degli ispettori del lavoro e del personale Inail. All'uscita ha spiegato che si punterà su un maggior coordinamento nei controlli, sulla formazione, sul potenziamento degli organici. «Lo Stato - ha detto - non può risparmiare sulla sicurezza». E si è rivolto alle griffe che lavorano coi tessuti prodotti a Prato: «Bene la sensibilità ambientale, ma devono anche stare attente a come questi tessuti vengono prodotti». Il sindaco Matteo Biffoni racconta di aver fatto presente al ministro la peculiarità del distretto tessile di Prato e di aver chiesto un rafforzamento degli organici di Ispettorato e Inps. Gli chiedono se ha ottenuto garanzie. Sorride e spiega che il ministro ha detto che farà tutto il possibile: «Di sicuro conosce bene la nostra situazione e si comporterà di conseguenza». Biffoni è convinto che si debba puntare sulla formazione e quanto ai controlli vanta i risultati del Progetto Lavoro Sicuro, dove le sanzioni sono servite a pagare gli ispettori. Finora si sono concentrati sulle confezioni cinesi. Dovranno allargarsi all'intero distretto tessile. 

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