Anglotedesco

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sabato 1 maggio 2021

Arriva il pass vaccinale per spostarsi in libertà

 


di Matteo Scardigli

Un solo fatto è chiaro: dal 10 maggio per spostarsi fra regioni sarà necessario un "pass". Un documento, una specie di passaporto vaccinale. Come ottenerlo, se sarà rilasciato nello stesso modo ovunque - insomma come funzionerà - è invece ancora oscuro.Tra pass vaccinale e green card (carta verde), per raggiungere altre regioni italiane di colore diverso (gialla, arancione o rossa) e altri Stati dell'Unione Europea serve, dunque, il machete per aprirsi una strada nella giungla delle norme infestate dai proclami politici. Fermo restando che si continua a viaggiare in relativa tranquillità dal Nord al Sud del Paese per motivi di lavoro e di salute, il problema si pone quando lo spostamento è a fini turistici o di altra natura estranea alla necessità. Doveroso dunque fare il punto in vista dell'avvio della fase di sperimentazione dei nuovi certificati digitali Covid Ue che inizierà dal 10 maggio con un primo gruppo di oltre 15 Paesi, tra i quali è stata inserita anche l'Italia, appunto. la normativaIl 22 aprile è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge 52/2021 o decreto Riaperture, sulle "Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da Covid-19". Il provvedimento prevede l'introduzione delle "certificazioni verdi Covid-19", che si ottengono quando si verifica una di queste tre condizioni: 1) l'ospedale o il medico di famiglia certifica che si è guariti dalla Covid-19; 2) si è ricevuta la seconda dose di vaccino; 3) si è in possesso di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo. 

LA DURATA DEL PASS

Le certificazioni di avvenuta guarigione e quelle di vaccinazione hanno sei mesi di validità, quella del test vale solo per le 48 ore successive all'effettuazione dell'esame. Le certificazioni rilasciate negli Stati membri dell'Unione europea sono riconosciute come equipollenti (hanno cioè uguale valore ed efficacia), così come quelle rilasciate in uno Stato terzo in seguito a una vaccinazione riconosciuta nell'Unione Europea. Tuttavia c'è da capire che il pass vaccinale o green card, così per com'è stato ideato e - soprattutto - pubblicizzato, non esiste ancora. L'Italia resta, infatti, in attesa delle disposizioni del ministero competente (della Salute) e della normativa europea, che potrebbe o non potrebbe superare la norma nazionale. Del resto esiste già un problema "interno" di normativfe.privacy e passInfatti Pasquale Stanzione, presidente dell'Autorità di garanzia per la protezione dei dati personali, avanza già dubbi sulla tutela della privacy dei cittadini e invoca una modifica alle disposizioni, almeno in sede di conversione del decreto legge. Per Stanzione il pass è a rischio di interpretazioni che - anche in buona fede - potrebbero «estenderne indebitamente il perimetro», e al suo interno manca la necessaria «chiara definizione dei protagonisti del trattamento dei dati (titolare e responsabile in particolare)». Secondo il presidente c'è, inoltre, pericolo di far confusione tra i due modelli di pass per guarigione e tampone negativo. le regioniAd esempio la Regione Toscana, spiegano da palazzo Strozzi Sacrati, sta lavorando per garantire l'applicazione del decreto legge 52 al fine consentire gli spostamenti fra regioni. Gli uffici dell'assessore alla Salute Simone Bezzini ricordano che i toscani trovano all'indirizzo fascicolosanitario.regione.toscana.it il proprio certificato vaccinale e l'esito del tampone che possono stampare, o richiamare sullo schermo del telefono tramite l'app ufficiale Smart SST. Il sindaco di Firenze Dario Nardella incalza: «Se mettiamo in mano alle Regioni pure le regole sul green pass siamo fritti. Di fronte all'emergenza dobbiamo essere più verticalizzati, più chiari. Ci vuole un maggior coordinamento centrale. Serve un green pass valido a livello internazionale, non possiamo trovarci con uno europeo, uno americano, uno cinese. È il miglior modo possibile se vogliamo riaprire le frontiere».

MANCA LA CIRCOLARE

Dalla direzione generale del ministero del turismo del ministro Massimo Garavaglia ripetono che i dettagli tecnici del pass dovranno essere scritti in una circolare, che si spera possa pervenire a stretto giro. Le tempistiche, ribadiscono fonti interne, competono al ministro Roberto Speranza e al suo ministero della Salute. Conclude Assoturismo: «Accogliamo di buon grado ogni tipo di provvedimento che possa agevolare la ripresa della circolazione tra Stati e dunque la ripartenza del turismo» commenta Vittorio Messina, presidente della federazione sindacale che aggrega alcune imprese operanti nel settore del turismo aderenti a Confesercenti, e riassume: «Il passaporto vaccinale deve essere uno strumento snello, unificato a livello europeo, che possa favorire corridoi turistici controllati e sicuri in tempi brevi. Bisogna invece fare attenzione ed evitare il rischio di finire per limitare, o peggio scoraggiare gli spostamenti anziché favorirli o che vada a finire come la vicenda del "tracciamento" dei possibili positivi, che doveva rappresentare la prima arma contro il dilagare dell'epidemia e che, purtroppo, si è rivelata un vero fallimento». 

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