Anglotedesco

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lunedì 10 maggio 2021

Astrazeneca dovrà consegnare all'Europa tutte le dosi previste



La Commissione europea insiste: il vaccino di AstraZeneca contro il Covid-19 resta parte della sua strategia, la disputa con la casa farmaceutica è puramente contrattuale. Il ramo esecutivo dell'Unione europea ha lanciato una procedura legale contro la compagnia, accusandola di aver violato il contratto con la mancata consegna di dosi in modo tempestivo. Il portavoce per la Salute della Commissione, Stefan de Keersmaecker, ha dichiarato: «Il vaccino AstraZeneca è molto importante per il nostro portfolio vaccinale, migliaia di europei lo stanno ricevendo ed è ampiamente parte del nostro mix di vaccini al momento».Ha preso la parola dopo che nel fine settimana è stato annunciato che il contratto con la casa farmaceutica non è stato rinnovato oltre giugno, rinunciando cioè a esercitare l'opzione da 100 milioni di dosi aggiuntive. E ha precisato: «La consegna di tutte le dosi di AstraZeneca come previsto dal contratto in vigore è la priorità. Il contratto resta in vigore fino alla consegna dell'ultima dose». Il contratto firmato lo scorso agosto prevedeva 300 milioni di dosi iniziali per i Paesi membri, con opzione per altre 100 milioni. Delle 80 milioni che il produttore avrebbe inteso consegnare nel primo trimestre del 2021, ne sono state spedite 20 milioni. Secondo la Commissione, 70 milioni saranno fornite nel secondo trimestre, anziché le 180 milioni promesse. «Quel che stiamo facendo in tribunale a Bruxelles è assicurarci di poter ottenere le dosi che ci spettano», ha puntualizzato de Kersmaecker.Sullo sfondo, i rari casi di trombosi venose segnalate dopo che il vaccino è stato somministrato, che hanno avuto ampia risonanza mediatica e minato la fiducia popolare nel siero. Secondo l'Agenzia italiana per i farmaci, in Italia ne sono state segnalate 34, «in linea con le conclusioni» dell'agenzia europea Ema.Nel frattempo, si è rafforzata invece la relazione tra Ue e Pfizer/BioNTech, con l'accordo a un'estensione per 1,8 miliardi di dosi del vaccino entro il 2023. La casa tedesca BioNTech ha intanto affermato, diffondendo i suoi risultati economici, che «a oggi non ci sono prove che sia necessario un adattamento dell'attuale vaccino» contro «le principali varianti emergenti identificate. Nonostante ciò, BioNTech ha sviluppato una strategia completa per affrontare queste varianti in caso di necessità in futuro». Nel frattempo, la Germania ha revocato il limite di età per la somministrazione del vaccino Johnson&Johnson. Il siero J&J godrà quindi dello stesso status di AstraZeneca: potrà essere somministrato a persone di età inferiore ai 60 anni, dopo un consulto con un medico. In Norvegia, invece, le autorità sanitarie hanno raccomandato di escludere il monodose J&J dal programma vaccinale, per indagare sui collegamenti con coaguli di sangue estremamente rari ma potenzialmente pericolosi. La Norvegia, come la Danimarca, ha sospeso l'11 marzo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, realizzato con una tecnologia simile. 

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