Anglotedesco

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domenica 9 maggio 2021

Bomba a scuola: la strage delle ragazze in Afghanistan


da IL CORRIERE DELLA SERA del 9 maggio 2021.Marta Serafini

La strage delle studentesse di Kabul. Un’autobomba è esplosa davanti a una scuola nel quartiere sciita. Oltre quaranta le vittime, molte di età compresa tra gli 11 e i 20 anni. L’attacco ieri pomeriggio: i terroristi sono entrati in azione quando le ragazze camminavano per strada. Una sopravvissuta racconta di aver sentito più boati: «C’era sangue dappertutto». Per il presidente afgano a colpire sono stati i talebani, ma il gruppo di fondamentalisti accusa l’Isis.

«Ero con la mia compagna di banco, stavamo uscendo da scuola, quando all’improvviso abbiamo sentito un’esplosione fortissima». Zahra ha 15 anni, un braccio rotto e una scheggia conficcata tra le ossa. «Tutti urlavano e c’era sangue ovunque, e non riuscivo a vedere nulla», ha spiegato all’Ap. Zahra è viva, la sua amica è morta.

Brucia ancora Kabul, dove ieri un’autobomba e altre esplosioni — ma la dinamica è ancora tutta da accertare — hanno colpito la Syed AlShahda school, un liceo misto in cui i maschi studiano al mattino e le ragazze al pomeriggio, uccidendo oltre 40 persone, per lo più ragazze tra gli 11 e i 20 anni, e facendo almeno una cinquantina di feriti. Un attacco mirato contro le studentesse colpite alle 16 e 30 mentre uscivano dalle lezioni. E un attentato — l’ennesimo — contro la minoranza sciita, gli hazara, che insanguina la città a pochi giorni dai festeggiamenti per l’Eid e la fine del mese sacro del Ramadan.

Non c’è pace nell’Afghanistan da cui hanno iniziato a smobilitare gli ultimi 2.500-3.500 soldati statunitensi che il presidente Joe Biden rivuole a casa entro l’11 settembre prossimo. «Non siamo stati noi. Questo attacco porta la firma dell’Isis», si è affrettato a dichiarare il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid. Non a caso proprio un anno fa l’Isis ha rivendicato un attentato nello stesso quartiere di Dasht-e-Barchi, contro la maternità gestita da Medici Senza Frontiere, costato la vita a 25 persone, comprese 16 madri di neonati. E, sebbene abbia perso terreno anche sul fronte afghano, lo Stato islamico di recente si è attribuito la paternità dell’omicidio di 4 giornaliste.

Isis però non è l’unico a prendere di mira le donne. Sotto il regime dei talebani studiare, leggere e insegnare è costato la vita a tante giovani. Con il risultato che l’Afghanistan resta uno dei Paesi con il tasso di alfabetizzazione femminile tra i più bassi al mondo, con il 66% delle ragazzine tra i 12 e i 15 anni che non studia e un tasso di analfabetismo femminile che si aggira ancora tra l’84 e l’87%. Ed è agli stessi talebani — che oggi controllano oltre la metà del Paese e con cui il 29 febbraio del 2020 il governo afghano ha firmato un accordo a Doha — che il presidente Ashraf Ghani attribuisce la responsabilità. «Attaccare le studentesse è un atto di terrorismo e un attacco al futuro dell’Afghanistan», è il messaggio che arriva dagli uffici della missione Ue in Afghanistan, mentre gli alleati europei premono sugli Usa perché ritardino il loro ritiro, secondo quanto scrive il Wall Street Journal.

«Questo è solo l’inizio», è il commento del personale di Emergency, che a Kabul gestisce uno degli ospedali sempre in prima linea in questa guerra senza fine. «Abbiamo ricevuto 26 feriti, quasi tutte ragazze tra i 12 e i 20 anni, mentre una persona era già morta all’arrivo», racconta Marco Puntin, programme coordinator dell’Ong italiana.

E mentre si contano ancora i corpi delle giovani donne coperte dai lenzuoli bianchi, c’è chi racconta: «Ho visto una donna che chiamava sua figlia. Poi in mezzo al fumo e le macerie ha trovato la sua borsa coperta di sangue. Ed è caduta a terra anche lei, piangendo».

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