Anglotedesco

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venerdì 28 maggio 2021

Brugnaro e Toti al via tra le tensioni .Salta il vertice del centrodestra

 


da IL CORRIERE DELLA SERA del 28 maggio 2021.Marco Cremonesi e Paola Di Caro

Per ora a saltare sono due cose: i nervi in Forza Italia e il vertice del centrodestra, previsto per oggi e rimandato alla prossima settimana — spiega Matteo Salvini — per «frizioni tra gli alleati, che non riguardano noi, ma sui candidati alle comunali siamo a buon punto».

Non salta l’alleanza nel centrodestra, ma è guerra. Il detonatore è la nascita del nuovo gruppo alla Camera, Coraggio Italia, presentato ieri dai due leader Giovanni Toti e Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, al quale — raccontano — Berlusconi mesi fa avrebbe detto Salvini rinvia l’incontro Dietrofront della deputata Piccolo che resta nella Lega di prendere le redini di FI, almeno sul territorio, per poi ripensarci. Lo stesso Berlusconi due settimane fa dall’ospedale aveva chiamato il sindaco di Venezia per dirgli di non fare strappi, di non spaccargli il partito. E, allo scorso vertice del centrodestra, erano stati Tajani e Ronzulli ad avvertire Toti: «È intollerabile usare questo linguaggio con noi e tentare di strapparci parlamentari».

Ma non c’è stato nulla da fare: i due hanno rotto gli indugi e sfilato a una FI sempre più agitata (viene corteggiata anche Mara Carfagna perché sposi il progetto) ben 11 deputati — alcuni ex coordinatori come Marin, Mugnai, Biancofiore che si dice «berlusconiana più di Berlusconi, ma lui non c’è più e senza di lui non c’è FI» — e dato vita a un gruppo che, grazie ai nuovi innesti, prenderà 50 mila euro annui a deputato, sottraendone quindi agli azzurri. Un «furto dal nostro cestino, perché tanto questi non sarebbero mai stati ricandidati» gridano in FI, con il Cavaliere furioso che ha provato in prima persona a bloccare le fughe: «Ma dove pensano di andare con quello?», ovvero con Brugnaro che in pubblico lo liquidava così: «Lo ringrazio, ma ormai è un altro tempo». Gli azzurri si sono rivolti allora a Salvini: «Non ci sediamo al vertice con i trasformisti». E Salvini ha rinviato. Lui stesso d’altronde era irritato: in mattinata aveva incontrato la deputata leghista Tiziana Piccolo che, dopo «una notte insonne» causata dall’aver aderito al nuovo gruppo, ha fatto dietrofront giurando a Salvini fedeltà. Toti comunque ha giurato a Salvini che della Piccolo non sapeva «niente».

A complicare il clima, anche il capo dei deputati di FdI Lollobrigida, che sul nuovo assetto delle commissioni parlamentari ha attaccato gli alleati: «Sembra ragionevole pensare che il tentativo di marginalizzare l’opposizione, tenendola fuori dagli uffici di presidenza delle commissioni di inchiesta, sia un tentativo di rallentare, se non inficiare, la necessità di portare alla luce la verità e rendere giustizia alle vittime». «Incredibile — il commento di Salvini — adesso ci accusano di ostacolare la verità su Bibbiano…». Altissima tensione. Mentre le città attendono.

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