Anglotedesco

Anglotedesco

sabato 8 maggio 2021

Caso Amara, Greco al contrattacco :“Storari danneggiò le indagini”

 



da LA REPUBBLICA dell'8 maggio 2021.di Conchita Sannino

È il giorno della contromossa. E anche di un vertice tra procuratori: tutti a vario titolo impegnati a dipanare gialli e veleni della fuga di notizie sul caso Amara, lo scandalo che sta scuotendo magistratura e Consiglio Superiore. Francesco Greco, il capo dei pm milanesi, è in missione a Roma e fa ieri due tappe importanti. Incontra prima il Pg della Cassazione Giovanni Salvi, al quale consegna la lunga relazione, sua e dell’aggiunto Laura Pedio, con numerosi atti allegati, da cui potrebbero scaturire azione disciplinare o trasferimento del suo sostituto, Paolo Storari. E poi raggiunge a piazzale Clodio il procuratore di Roma, Michele Prestipino, che indaga sui “corvi” al Csm. Mentre nello stesso ufficio arriva ieri anche una relazione del presidente della Commissione Antimafia. Nicola Morra racconta di aver saputo dall’allora consigliere Piercamillo Davigo degli atti riservati e del fatto che l’avvocato-faccendiere Piero Amara avesse accusato il membro togato del Csm, Sebastiano Ardita. Davigo commise una leggerezza, o voleva solo avvertire il comitato che si occupa, in Antimafia, di massonerie deviate?

Sono le 6 del pomeriggio, palazzo di giustizia deserto, quando Greco varca i cancelli di piazzale Clodio: il procuratore milanese è ora parte offesa nell’inchiesta romana che vede sotto accusa, per calunnia, Marcella Contrafatto: la funzionaria (sospesa) del Csm ritenuta la “postina” di quei verbali segreti di Amara recapitati a due giornalisti e al togato del Consiglio, il pm Nino Di Matteo, in cui vi erano calunnie anche contro Ardita. In quel dossier anonimo, un appunto a penna attaccava Greco per le presunte inerzie nell’inchiesta: ecco perché il procuratore è parte lesa.

E tutto avviene proprio alla vigilia, oggi a Roma, dell’interrogatorio del sostituto milanese Storari, indagato per rivelazione di segreto. Da lui arrivarono gli atti secretati sulla loggia Ungheria: con 40 nomi di politici, magistrati, professionisti. Questo versante di indagine potrebbe però passare subito a Brescia (competente sui magistrati del milanese), se — come sembra — Storari confermerà oggi i dettagli forniti già da Davigo, sentito come teste: e cioè che l’incontro e la consegna di quei file avvennero «tra fine marzo e inizio aprile del 2020». Tutto nasceva dai «forti contrasti» tra Storari e Greco. Visto che, a dire del sostituto, erano passati almeno 5 mesi e non c’era stata alcuna iscrizione nel registro degli indagati. Oggi porterà atti, documenti, mail, relazioni.

«L’ho fatto solo per autotutelarmi, nell’interesse della giustizia e dei suoi doveri», è sempre linea di Storari. «E non dimentichiamo che la sede del Pg di Milano era vacante: cosa che mi ha indotto a rivolgermi a un membro del Csm». Intanto dalla dettagliata e severa relazione di Greco e Pedio emergerebbe come non le presunte «inerzie» dei vertici, ma la scelta di Storari avrebbe seriamente danneggiato quell’indagine, densa ormai di veleni e misteri, che è diventato il caso Amara.

Nessun commento:

Posta un commento