Anglotedesco

Anglotedesco

mercoledì 26 maggio 2021

Ci sono le prime persone iscritte nel registro degli indagati nell'inchiesta della procura di Verbania sul disastro della funivia del Mottarone

  



Ci sono le prime persone iscritte nel registro degli indagati nell'inchiesta della procura di Verbania sul disastro della funivia del Mottarone. Secondo quanto si è appreso, almeno uno di essi sarebbe un dipendente della società di gestione dell'impianto che, convocato nella caserma dei carabinieri di Stresa per essere ascoltato come persona informata sui fatti, si sarebbe ritrovato indagato. In serata alcuni fra i dipendenti sotto interrogatorio sono stati raggiunti dagli avvocati.La procura indaga per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro colposo e secondo indiscrezioni l'iscrizione sarebbe collegata con la vicenda del cosiddetto "forchettone", il dispositivo utilizzato durante le manutenzioni per impedire ai freni della funivia di scattare, e che sarebbe rimasto per errore nel dispositivo di sicurezza. Ruotano infatti intorno al freno di sicurezza che non ha funzionato le prime fasi dell'inchiesta della magistratura sull'incidente che domenica ha provocato la morte di 14 persone. Appurato che una fune traente della cabinovia si è spezzata, provocando la caduta della cabina, l'attenzione si è ora concentrata sul motivo per il quale il freno di emergenza non sia scattato automaticamente. Tra l'altro il giorno prima c'era stato un piccolo guasto, che aveva provocato lo stop alla funivia per circa 30 minuti, forse addirittura un'ora. «Eravamo già su in vetta, siamo tornati alla stazione per scendere. Ci hanno detto che c'era un ritardo. Dopo 20 minuti siamo saliti sulla cabina e sopra c'erano due tecnici», racconta un testimone. «Per le 17 avevamo la corsa di ritorno, ma il ragazzo che gestiva l'impianto ci ha detto che ci sarebbe stato un ritardo perché stavano facendo dei lavori», spiega invece Nello, un altro testimone presente il 22 maggio al Mottarone. «Prima di salire a bordo hanno detto al ragazzo dell'impianto: "Oggi l'abbiamo aggiustata, domani si vedrà", e discutevano di un cuscinetto che non erano riusciti a togliere», aggiunge.A confermare il guasto è anche la procura. «Così ci è stato riferito: si è bloccata la funivia e c'è stato un intervento per rimetterla in funzione. Se questo sia collegato o meno all'incidente ancora non lo sappiamo», ha detto la procuratrice di Verbania, Olimpia Bossi, che coordina l'inchiesta sul caso. Intanto i carabinieri della compagnia di Stresa hanno iniziato ad acquisire documentazione dei diversi enti e soggetti collegati alla gestione della funivia: «Tutti stanno mostrando collaborazione, per ora il materiale acquisito è stato sequestrato», ha detto il comandante dei carabinieri di Verbania, Roberto Cicognani.Secondo alcuni frame delle immagini girate immediatamente dopo l'incidente, si vedrebbe una "forchetta" inserita a bloccare il freno: «L'ipotesi della forchetta e dell'errore umano fa parte degli accertamenti ma non è riscontrabile dai video che non sono nemmeno di qualità eccelsa», ha specificato la procuratrice Bossi. «Tutto è stato coperto e repertato, noi non tocchiamo niente fino a quando intervengono i tecnici», ha aggiunto la procuratrice. Intanto le comunità di Stresa e Verbania si ritrovano unite nel dolore. Sono tanti i verbanesi che si sono recati negli ultimi due giorni all'obitorio dell'ospedale Castelli di Verbania per portare il loro saluto alle vittime dell'incidente. Sul cancello davanti all'obitorio, dove le forze dell'ordine hanno appeso nella mattinata di martedì un telo per evitare che si potesse vedere all'interno, alcune persone hanno portato dei fiori. «Oltre al dolore c'è la rabbia», racconta una donna scuotendo la testa. «Io non li conoscevo ma questa è una cosa che non deve accadere», aggiunge. Le salme - tredici in tutto perché il piccolo Mattia Zorloni, la quattordicesima vittima, è morto all'ospedale di Torino - dovrebbero lasciare l'obitorio oggi. 


 

Nessun commento:

Posta un commento