Anglotedesco

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lunedì 3 maggio 2021

Ciclone Fedez sul 1 maggio




Neppure il Covid intacca uno dei classici del concerto del Primo Maggio, la polemica politica, con il duello a distanza tra il leader della Lega Matteo Salvini e il rapper sempre più in versione "impegnata" Fedez. Duello Fedez-salviniGià prima dell'esibizione si erano venuti a sapere i contenuti al vetriolo contro il Carroccio, il tutto condito dalle accuse del marito di Chiara Ferragni di avere subito un tentativo di censura dalla Rai. A rompere gli indugi, un po' come avvenuto altre volte in passato, un po' perché sapeva come sarebbe andata a finire, è stato Salvini che alle 17,30 ha affidato a Twitter il suo pensiero: «Il concertone costa 500mila euro agli italiani, a tutti gli italiani, quindi i comizi "de sinistra" sarebbero fuori luogo». «È la Lega che è costata 49 milioni agli italiani», ha ribattuto il rapper Fedez, che è stato comunque «reinvitato» da Salvini, in una controreplica su Fb, «a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e diritti. Adoro la libertà, la musica, l'arte, il sorriso. Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, parlare, amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. È già così, per fortuna. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così», ha aggiunto il leader leghista. LE PRESSIONI della raiIn effetti nel suo intervento dal palco Fedez ha parlato del disegno di legge Zan (che punisce le discriminazioni a sfondo sessuale), condito da un elenco di interventi di esponenti leghisti a dir poco omofobi; un intervento su cui si è abbattuto quello che il rapper ha denunciato come un tentativo di censura da parte della Rai. «Un testo da mettere al vaglio della politica», la prima volta «l'approvazione non c'è stata», «i vertici di Rai3 mi hanno chiesto di aggiustare il monologo, poi alla fine mi è stato dato il permesso di esprimermi liberamente. Ma il contenuto è stato comunque definito inopportuno dalla vicedirettrice di Rai3», ha accusato pubblicamente Fedez quando è andato in onda con la diretta tv proprio su Rai3. «Nessuna censura»È falso che sia stato chiesto a Fedez di far vedere prima il testo del monologo che avrebbe tenuto sul palco ha precisato Rai3 in una nota «condivisa con l'amministratore delegato» della Rai, Fabrizio Salini. «Rai3 e la Rai - ha sottolineato il comunicato - sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale È fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta. Né la Rai né la direzione di Rai3 hanno mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista del concerto: la Rai mette in onda un prodotto editoriale realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil Cisl e Uil, che si è occupata di realizzare e organizzare il concerto nonché i rapporti cogli artisti. Il che include la raccolta dei testi, come prassi». LA TELEFONATA SU FBFedez ha comunque tenuto il punto e postato poi una telefonata dai toni accessi con un interlocutore della Rai durante la quale si dibatteva dei contenuti che l'artista avrebbe rappresentato. Alla fine l'intervento di Fedez è andato in scena come ipotizzato sin dall'inizio e si è aperto con un appello al presidente Mario Draghi chiamato con il solo nome di battesimo: «Caro Mario, capisco che il calcio è fondamentale per il gran numero di lavoratori che coinvolge ma non dimentichiamo che il numero dei lavoratori nello spettacolo si equivale. Qualche parola in difesa di un settore decimato dall'emergenza e regolato da normative degli anni Quaranta non sarebbe male». 

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