Anglotedesco

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martedì 11 maggio 2021

Comunali, lo strappo di Appendino: al ballottaggio non sosterremo il Pd


da IL CORRIERE DELLA SERA del 12 maggio 2021

Il fallimento dell’operazione Nicola Zingaretti come candidato a Roma, con lo stop dei 5 Stelle, ha rimesso in sella Virginia Raggi e complicato fortemente i rapporti tra Pd e 5 Stelle, alleati al governo ma distanti sul territorio. Le prossime Amministrative rischiano di vedere un solo candidato comune nelle grandi città, a Napoli, mentre la situazione si complica e la convergenza al secondo turno, promessa dal Pd a Roma, non vede l’entusiasmo dei 5 Stelle che, a Torino, la escludono a priori con Chiara Appendino.

A Roma Roberto Gualtieri, fallita l’operazione Zingaretti, è il candidato che potrebbe uscire vincente dalle primarie. Primarie nelle quali voteranno anche i sedicenni, come annuncia il segretario Enrico Letta: «È una nostra proposta per le elezioni. Intanto lo facciamo per le nostre primarie. Voto ai sedicenni». Monica Cirinnà sta ragionando se candidarsi oppure contribuire alla campagna del compagno di partito. Ma intanto Gualtieri prova a tenere insieme il giusto grado di competizione e la necessità di non inimicarsi troppo i 5 Stelle: «Noi abbiamo un giudizio molto negativo in questi anni di gestione Raggi di Roma — spiega a Otto e mezzo su La7 — ed è perfettamente compatibile il voler combattere una battaglia civile e seria sulla Capitale e contemporaneamente continuare in un’alleanza al governo come abbiamo fatto con Conte. Al secondo turno chiederemo agli elettori della Raggi di appoggiarci».

La sindaca, però, nicchia sull’ipotesi che il Movimento appoggi un candidato del Pd al secondo turno, mentre Chiara Appendino è molto più decisa: «Lo scenario che mi sento di escludere al 100 per cento è che noi appoggiamo il Pd al ballottaggio. I matrimoni combinati non funzionano».

Come interpretare questa uscita? Secondo alcuni, fa parte di una strategia che vedrebbe i 5 Stelle impegnati a forzare la mano al Pd. Appendino non vorrebbe ricandidarsi, anche se il premier Giuseppe Conte ha preso in mano il dossier e sta facendo pressioni perché corra ancora. Il che produrrebbe un caso Raggi 2, mettendo in difficoltà il Pd. Ma c’è un piano B. Si stava lavorando a una candidatura comune, quella di Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino. Ma il Pd nicchia e così, se Appendino si chiamasse fuori, i 5 Stelle potrebbero bruciare i tempi, candidando Saracco e spingendo perché i dem lo appoggino. In caso contrario, non ci sarebbe una convergenza al secondo turno. Un indizio arriva dalle parole di Conte, che a un forum del

Fatto, dice: «C’è un candidato della società civile che può mettere d’accordo tutti e può essere fortemente competitivo». Saracco? «Il nome non lo dico, ma il Pd lo sa».

La prossima settimana ci sarà un vertice dei leader del centrodestra. Sul capoluogo lombardo si punta ancora su Gabriele Albertini, che lascia aperto «un piccolo spiraglio»: «Di definitivo c’è solo la morte». Nella rosa possibile a Milano ci sono anche il centrista Maurizio Lupi e il professore della Bocconi Maurizio Dallocchio. Per quanto riguarda la Capitale Guido Bertolaso è tornato a sfilarsi. Ma Lega e Forza Italia sperano di recuperarlo.

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