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mercoledì 26 maggio 2021

Covid pass pronto in 20 giorni :«Mix di vaccini, Ema acceleri»




da IL CORRIERE DELLA SERA del 25 maggio 2021.Francesca Basso

Un «prudente ottimismo» sulla situazione epidemiologica in Europa ma «dobbiamo restare vigili» per le varianti. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel fa il punto della lotta al Covid al termine del summit straordinario dei leader Ue e sottolinea i «progressi con le vaccinazioni». È la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a dare le cifre: «Questa settimana oltre 300 milioni di dosi saranno state consegnate nell’Ue. Siamo sulla buona strada per ricevere dosi sufficienti per vaccinare il 70% della popolazione adulta entro la fine di luglio». Ma soprattutto: «Questa settimana metà degli adulti dell’Ue avrà ricevuto la prima dose». Poi l’annuncio che per il certificato Covid dell’Ue il sistema informatico sarà pronto il 1° giugno e da metà mese i Paesi membri potranno accedere al sistema. Ma non tutto è definito come ha spiegato il premier Mario Draghi: «Il certificato con lo stato di salute dei cittadini europei sarà pronto a metà giugno. Ci sono ancora questioni aperte su cui si dovrà pronunciare l’Ema, in particolare sulla durata di questo passaporto».

Gli Stati membri hanno la consapevolezza che «l’impatto della pandemia sarà contenuto solo attraverso una risposta globale» e dunque è necessario aumentare la capacità mondiale di produzione di vaccini per soddisfare le esigenze complessive. Il premier Draghi, in conferenza stampa, ha ricordato che l’Ue punta a condividere entro quest’anno «100 milioni di dosi» di vaccini anti Covid con i Paesi a basso reddito, dove «la situazione continua a essere critica» e ha sottolineato che la vera «differenza» l’hanno fatta le grandi case farmaceutiche, promettendo almeno un miliardo di dosi di vaccino a prezzo di costo ai Paesi più poveri e con un piccolo profitto a quelli a medio reddito. Per Draghi ora la priorità «e su questo c’è accordo completo, è eliminare ogni blocco alle esportazioni. L’Europa esporta più o meno quanto consuma, mentre Usa, Regno Unito e altri Paesi non permettono alcuna esportazione». Inoltre si stanno facendo progressi sul fronte dei brevetti. La discussione a livello internazionale era stata innescata agli inizi di maggio dall’apertura degli Stati Uniti a rimuovere le protezioni dei brevetti per la produzione dei vaccini anti Covid. Il premier ha ricordato che la Commissione Ue sta lavorando a una «terza via» sulla tutela della proprietà intellettuale dei vaccini anti Covid, «che prevede il conferimento obbligatorio delle licenze nei momenti di maggiore emergenza». Una soluzione che la presidente von der Leyen aveva esposto al Global Health Summit di Roma, per l’organizzazione del quale «l’Italia ha ricevuto molti complimenti per i contenuti e i progressi fatti». «Sulla questione dei brevetti dei vaccini contro il Covid — ha detto Draghi — si sta arrivando a una soluzione che probabilmente è quella che promette di più» tra non cambiare le cose e optare per la semplice «sospensione temporanea e circoscritta dei diritti di brevetto», come aveva suggerito il premier: «Forse è il provvedimento più semplice da prendere — ha osservato —, ma poi deve essere seguito dalla produzione, dall’organizzazione e dal trasferimento di tecnologia. Passi estremamente complicati».

Durante la riunione con i leader Ue il premier Draghi ha chiesto che l’Ema fornisca in

La presidente

Speriamo che venga approvata presto la vaccinazione con Pfizer per la fascia 12-15 anni

tempi rapidi un’indicazione chiara sulla possibilità di mescolare due tipi diversi di vaccini tra la prima e la seconda dose, perché questo aumenterebbe la flessibilità per gli Stati membri nell’approvvigionamento dei sieri. Le vaccinazioni, ha detto Draghi , «devono continuare ad accelerare anche in estate». C’è attesa nei confronti dell’Agenzia europea per i medicinali anche sulle vaccinazione dei minori: «Speriamo che l’Ema approvi la vaccinazione con Pfizer/BioNTech per i ragazzi tra 12 e 15 anni di età», ha detto la presidente von der Leyen.

Resta forte la preoccupazione per l’insorgere di varianti. Per questo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ne estenderà il monitoraggio dall’Europa al resto del mondo.

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