Anglotedesco

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domenica 30 maggio 2021

Cure gratis ma l'oncologo le fa pagare

 


Per somministrare un farmaco che definiva «speciale» chiedeva al paziente malato di tumore tra 1.300 e 1.600 euro a iniezione. Pagamento non dovuto anche perché quella medicina è a carico del Servizio sanitario nazionale e dunque gratis per chi ne ha bisogno. Una vera e propria estorsione, quella che secondo gli inquirenti un medico oncologico di Bari avrebbe compiuto per mesi e mesi nei confronti di Ottavio Gaggiotti, bancario in pensione, arrivando a incassare in totale qualcosa come 130mila euro. È con l'accusa di concussione aggravata e continuata che è stato arrestato dai carabinieri il medico oncologo Giuseppe Rizzi, già in servizio presso l'Istituto Tumori «Giovanni Paolo II» di Bari. La sua compagna, Maria Antonietta Sancipriani, avvocata, è stata denunciata per concorso nello stesso reato.Le indagini dei militari, coordinati dalla Procura della repubblica di Bari, avrebbero permesso di accertare che il medico, abusando della sua posizione, durante lo svolgimento della sua attività professionale (sia in orario di servizio che fuori turno) eseguiva su un suo paziente oncologico affetto da accertata e grave patologia in trattamento all'istituto «Giovanni Paolo II» iniezioni di un farmaco dietro ingenti pagamenti, nonostante fosse appunto un medicinale gratuito. Le iniezioni sarebbero state fatte sia all'interno della struttura ospedaliera che nel patronato caf gestito dalla compagna, adibito illegalmente ad ambulatorio. La coppia, dunque, avrebbe approfittato dello stato psico-fisico della vittima, che aveva ormai riverenza e totale fiducia nel medico, riconosciuto come unico referente in grado di garantirgli la sopravvivenza.L'attività dei militari è partita da segnalazioni arrivate dai familiari del paziente, nel frattempo deceduto per la grave patologia tumorale di cui era affetto.Sia le testimonianze dei parenti dell'uomo, sia la documentazione fornita dall'istituto oncologico e sia le indagini patrimoniali sul medico, hanno consentito di definire il disegno criminoso che sarebbe stato ideato dalla coppia: la vittima, pur di restare in vita, continuava a soddisfare costanti richieste di denaro dilapidando il suo patrimonio. L'uomo, infatti, avrebbe dato al medico denaro contante, chiedendo anche prestiti ad amici e parenti, per un totale di 130mila euro, oltre a regali di ingente valore.L'autorità giudiziaria ha disposto un sequestro preventivo d'urgenza di valori equivalenti a 136mila euro a Rizzi, somma ritenuta profitto del reato. Durante la perquisizione a casa dell'indagato, i carabinieri hanno rinvenuto reperti archeologici (per cui è stato richiesto l'intervento del comando Tutela Patrimonio Artistico), nonché un milione e 900mila euro nascosti all'interno di buste e scatole per calzature.

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