Anglotedesco

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venerdì 28 maggio 2021

Dal 3 giugno vaccini per tutti.Via alle iniezioni in azienda



da IL CORRIERE DELLA SERA del 29 maggio 2021.Fabio Savelli

Dal 3 giugno il vaccino sarà disponibile per tutte le fasce di età. C’è anche il via libera dell’Ema: sugli adolescenti è efficace come o più che sugli adulti. Ok alle iniezioni in azienda. Subappalti al 50 per cento con garanzie per i dipendenti, c’è il sì al decreto. Anche i sindacati d’accordo.Vaccinazioni senza limiti di età. E somministrazioni nelle aziende. Comincia la fase massiva della campagna di inoculazioni. Dal 3 giugno si parte, in linea col programma stilato dal commissario Francesco Figliuolo. L’avvio su larga scala del piano — in previsione dell’immunità di gregge fissata a settembre — inizia ora per due motivi: l’afflusso delle dosi sta diventando massiccio e le punture sulle fasce più fragili della popolazione hanno raggiunto un buon tasso di copertura anche se sulla fascia 60-69 anni dobbiamo ancora mettere in sicurezza 2,4 milioni di anziani. Per questo Figliuolo dà il via libera alle Regioni, uniformandone il comportamento ed evitando dei passi in avanti poco comprensibili alla collettività. Alcune, per la verità, già da qualche settimana avevano aperto a tutti con la formula degli open day. La novità sta nelle prenotazioni sulle piattaforme regionali che da giovedì saranno svincolate Col via libera dell’Ema a Pfizer fino ai 12 anni verranno coinvolti oltre 2,3 milioni di minorenni fino a questa fascia d’età ma è atteso l’ok dell’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco.

Le forniture

A giugno d’altronde sono previste 20 milioni di dosi. Il numero poteva essere superiore perché erano calcolate nel piano di rifornimenti anche le 7 milioni del tedesco Curevac che però sarà realisticamente approvato dall’agenzia Ema non prima di luglio. Ma al netto degli approvvigionamenti la struttura commissariale ritiene sia necessario passare dalla fase emergenziale a una strutturale. In cui le vaccinazioni avverranno anche nei luoghi di lavoro. Per tutto ieri si sono succedute diversi tavoli tecnici in tutte le regioni che hanno coinvolto anche le associazioni di categoria che hanno aderito al protocollo del ministero del Lavoro firmato ad aprile. L’annuncio era atteso, ora però ci sono da aggiungere almeno 732 hub aziendali alla rete. Che usufruiranno da luglio in poi anche di approvvigionamenti per oltre 31 milioni di dosi al mese.

La rete delle aziende

Saranno le Asl di appartenenza a rifornirli, ma la ripartizione delle forniture è ancora tutta da costruire. C’è soprattutto da realizzare un ultimo miglio logistico ampliando la rete a soggetti privati al momento non contemplati. Bisogna predisporre una macchina sofisticata per far affluire le fiale nei punti vaccinali delle imprese, tutti dotati di un medico aziendale in caso di assistenza sanitaria. Per le piccole imprese sprovviste nel protocollo è stato previsto il coinvolgimento della rete di laboratori dell’Inail. Tra le grandi aziende hanno aderito già Ferrovie dello Stato, Cassa Depositi, Poste, Enel, Eni, Stellantis, Tim solo per citarne alcune. Alcune dovrebbero convertirsi in asl a loro volta per vaccinare anche personale non dipendente. Si aggiunge in questi giorni anche il canale delle farmacie (sono oltre 11 mila in tutta Italia) che userà prevalentemente J&J che non necessita di richiami e quindi non complica il sistema delle prenotazioni.

I fragili

Figliuolo ha però evidenziato la necessità di un ultimo scatto sui fragili. Sugli over 60 l’adesione non è stata all’altezza delle aspettative. Al momento ha ricevuto almeno una dose solo il 68,18% della platea, ci sarebbero almeno un milione di non prenotati. Se per gli over 80 e 70 era ipotizzabile anche un effetto da digital divide, con la complessità di prenotarsi sulle piattaforme, su questa fascia questa causa viene esclusa. Eppure l’indice di letalità da Covid non è irrilevante. Nell’ultima settimana la platea coperta di sessantenni è cresciuta di 500 mila persone, al ritmo di 7080 mila al giorno. Con una curva vaccinale che sta flettendo troppo in anticipo rispetto alle previsioni. tra i 70 e i 79 anni restano scoperti ancora 1.095.264 cioè il 18,20% della platea. Qui nell’ultima settimana sono stati coperte 140 mila persone in più, appena il 2,3% della platea. Serviranno diverse settimane per chiudere tutte le immunizzazioni. Al momento si viaggia sulle 66 mila al giorno, ma per l’80% si tratta di richiami. Degli over 80 il dato è ancora più preoccupante: abbiamo al momento 437 mila anziani non coperti, il 9,65% della platea. Nell’ultima settimana questo numero è sceso solo di 45 mila unità, lo 0,75% della platea. In questa fascia si fanno 12 mila punture al giorno, il 90% sono richiami.

Tra i 50 e i 59 anni

Questi sono i giorni centrali della fascia 50-59 anni (ieri si è toccato il picco di 151 mila punture tra prima e seconda dose) e in subordine di quella 40-49 anni. Con le agende aperte anche ai trentenni, dall’altro ieri, anche questa decade a giugno avrà un’accelerazione. Sarà la fascia che avrà una massa critica di seconde dose attorno ad agosto. Per questo — per non dover riprogrammare le ferie — molte regioni consentono di simulare la data del secondo appuntamento in modo da non trovarsi impreparati. Alcune stanno liberando le agende nelle due settimane centrali di agosto per consentire una maggiore mobilità delle persone.

Scende l’indice Rt

I numeri del piano sono anche una concausa della discesa dell’Rt, l’indice di trasmissibilità del virus, ieri attestato allo 0,72 su base nazionale. Da lunedì diventano bianche, senza il coprifuoco, Molise, Sardegna e Friuli-Venezia Giulia. Lazio e Lombardia, secondo le previsioni, dovrebbero diventarlo il 14 giugno. Dal 21 giugno tutta Italia sarà bianca e le chiusure delle ore notturne diventeranno un ricordo.

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