Anglotedesco

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giovedì 27 maggio 2021

Eitan riapre gli occhi e respira da solo

 



Eitan Biran lotta per la vita. L'Italia spera e tifa per lui. Ricoverato al terzo piano dell'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, il bambino di cinque anni - unico sopravvissuto alla strage della funivia Stresa-Mottarone - ieri mattina è stato estubato e ora respira da solo, aiutato da poco ossigeno. I medici spiegano che «non è ancora completamente cosciente» e si riservano la prognosi. Quando il piccolo ha aperto gli occhi ha trovato il volto della zia Aya, che da domenica notte non ha lasciato per un minuto il nipote. Con lei anche la nonna materna, arrivata da Israele. I medici sembrano fiduciosi anche se il momento è estremamente delicato. «Si prosegue con un risveglio lento, visto che le sue condizioni sono ancora critiche», riferendosi ai numerosi traumi e fratture. Ma il piccolo sta reagendo bene al risveglio dal coma farmacologico che gli era stato indotto per operarlo. I compagni della materna Maddalena di Canossa di Pavia hanno realizzato un quadro, un collage di manine colorate, per stargli idealmente vicino. Su ognuna delle mani è scritto il loro nome e la scritta «Eitan ti vogliamo bene e ti aspettiamo». Quando la zia ha ricevuto i disegni dei bambini per Eitan ha pianto dalla commozione. La sindaca di Stresa Marcella Saverino, oggi a Torino, si è trattenuta con i familiari e i medici. «Quell'abbraccio del padre che potrebbe averlo salvato continui dal cielo e con l'aiuto di chi lo guarda da lassù speriamo ce la possa fare», ha detto la prima cittadina del paese, visibilmente commossa, all'uscita dall'ospedale. «La zia Aya - ha aggiunto - è una gran bella persona, che sta trovando tutta la forza che le serve per stare vicina al nipotino. Eitan sarà sicuramente in buone mani». La zia è una presenza rassicurante per il bambino dato che abita vicino a lui e lo frequenta ogni giorno. Poi, per il piccolo probabilmente si prospetterà il ritorno in Israele dove, ha dichiarato la giovane zia in un primo momento quando è arrivata a Stresa, sarà affidato legalmente a uno dei parenti, probabilmente i nonni.Il sindaco di Pavia Mario Fabrizio Fracassi esprime il suo sollievo per le notizie incoraggianti che arrivano da Torino. La famiglia di Eitan, di origini israeliane, viveva a Pavia. Il papà Amit Biran, 30 anni, studente di medicina la mamma Tal Peleg, 26 anni, studentessa di psicologia e il fratellino Tom sono morti nella tragedia di Stresa, così come i bisnonni materni Itshak Cohen e Barbara Konisky. «Le condizioni di Eitan restano critiche, ma è comunque un segno incoraggiante - ha aggiunto il sindaco Fracassi -. Già ieri c'era stato qualche timido segnale di speranza. Mi piace pensare che le preghiere e l'affetto di tanti nostri concittadini siano utili». La storia di Eitan ha creato commozione in tutto il mondo, il cauto ottimismo dei medici alimenta la speranza che il piccolo possa riprendersi presto. Al momento com'è evidente non sa e non ricorda cosa sia successo domenica scorsa sul Mottarone. La sua guarigione dovrà essere accompagnata da un percorso di sostegno psicologico.

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