Anglotedesco

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lunedì 3 maggio 2021

Gli scienziati: ecco perché le varianti non devono spaventare

 


«Non dobbiamo essere spaventati dalle varianti. In Puglia abbiamo già riscontrato casi di variante brasiliana, casi di variante indiana». Lo ha detto l'assessore regionale alla sanità Pier Luigi Lopalco a Foggia, nel corso dell'attivazione del grande hub vaccinale presso l'ente Fiera, parlando con i giornalisti delle varianti del virus. «Per il momento - ha aggiunto l'assessore regionale parlando della presenza della variante indiana in Puglia - bisogna attendere il sequenziamento per essere più precisi. Ad esempio c'è stato un gruppo di soggetti che veniva dall'India, sono stati immediatamente bloccati. È stato fatto un primo screening e su cinque persone, tre erano varianti inglesi. Per le altre due bisogna attendere il sequenziamento».«Mentre la variante inglese è arrivata in piena ondata pandemica - ha continuato l'assessore che è docente di igiene all'università di Pisa - fortunatamente queste nuove varianti, sia la brasiliana che quella indiana, qui sono arrivate più tardi. Quindi, poichè adesso la circolazione del virus è più lenta siamo abbastanza ottimisti sul fatto che non si propaghi». Lopalco ha poi tracciato il punto sulla situazione vaccini nella sua regione: «Ogni mercoledì - ha spiegato - avremo circa 150 mila dosi di Pfizer, durante questo fine settimana sta arrivando un bel quantitativo di Astrazeneca, 124mila dosi e lo stesso quantitativo lo aspettiamo verso la fine di maggio. Le vaccinazioni - ha aggiunto l'assessore - continueranno come da programmi, ad oggi l'assoluta priorità è per i soggetti fragili, per i soggetti con elevata fragilità, gli ultra ottantenni, che sono stati quasi tutti vaccinati, e le persone dai 60 ai 79 anni». Sulla stessa linea il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. «Il virus varia - spiega - ma non tutte le varianti ci devono preoccupare, anche se vanno tutte individuate. Ci dobbiamo allarmare quando c'è un aumento di trasmissibilità, un aumento di virulenza o quando la variante può rappresentare un sistema che sfugge alla risposta immunitaria». Anche Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, cerca di tranquillizzare: «Non spaventiamo le persone con toni troppo allarmistici sulle varianti - scrive su Facebook - adesso quella indiana. Non vi é ancora alcun dato, ripeto alcun dato, che ci faccia dire che essa sia più cattiva, più contagiosa. Bisogna combattere il virus, non le varianti specifiche che vanno studiate, isolate, e lo stiamo facendo, per far sì che gli strumenti vaccini e terapie siano adeguate ad esse. Andiamo avanti, proseguiamo con le misure di prevenzione e con il vaccino e le terapie innovative e domiciliari e ne usciremo», conclude. 


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