Anglotedesco

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martedì 4 maggio 2021

I sindacati: a riposo a 62 anni oppure con 41 anni di contributi

 


Superare la legge Fornero, «un errore drammatico», con una riforma vera, non una «a pezzettini» che non porta risultati come ha dimostrato Quota 100. Cgil, Cisl e Uil premono sul ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che ha dato la disponibilità ad aprire il tavolo di confronto: bisogna fare presto perché le pensioni «non sono un lusso, ma un giusto riconoscimento dopo una vita di lavoro». I segretari generali Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri hanno promosso un'iniziativa per illustrare la piattaforma sindacale e assicurare che è assolutamente sostenibile: chiedono flessibilità in uscita, a 62 anni o con 41 anni di contributi. E ancora: pensioni di garanzia per i giovani, attenzione ai lavori gravosi, riconoscimento del lavoro di cura e della maternità per le donne, promozione delle pensioni complementari, estensione della quattordicesima. La sostenibilità dell'impianto è legata alla riforma del lavoro che, sostiene Landini, non deve più essere precario. Ma la sostenibilità a cui puntare, fa notare Bombardieri, non deve essere solo quella economica: c'è una sostenibilità sociale che è ancora più importante.Le pensioni vanno «riformate e devono essere superati i tanti vincoli e le tante iniquità ancora presenti nel quadro legislativo», sottolineano i sindacati, «quelle sulle diseguaglianze di genere, per esempio» perché «le donne sono state le maggiori vittime dell'inasprimento dei requisiti pensionistici degli ultimi anni». Il sindacato apprezza l'apertura del ministro del Lavoro di voler attivare il tavolo di confronto sulla previdenza ma chiede «di fare presto perché le pensioni non sono un lusso ma un giusto riconoscimento alle persone dopo una forte, intensa vita di lavoro», sottolinea Sbarra durante il suo intervento. E avverte: «Pensare che con l'esaurimento di Quota 100 si possa tornare al modello Monti-Fornero, con un salto anagrafico che per molti sarebbe di 5 anni, significa non essere sintonizzati con la realtà del Paese, con la vita delle persone». Bisogna quindi evitare il ripetersi di situazioni come quella degli esodati che, afferma, «non sono più accettabili». E osserva che le pensioni «devono diventare leve di speranza e questa è la sensibilità che vorremmo portare al confronto con il Governo. Oggi - prosegue - definire 41 anni di contributi un "privilegio" è una provocazione. Per noi non sono accettabili penalizzazioni sulla parte retributiva della pensione come previsto anche da recenti proposte di legge. Pensiamo che sia possibile ragionare di una flessibilità nell'accesso alla pensione a partire dai 62 anni di età». Per Landini il sistema previdenziale non può essere solamente contributivo, ma «deve avere al suo interno sistemi di solidarietà» e ricorda che un sistema puramente contributivo «non esiste al mondo se non in Cile». Il leader della Cgil critica la proposta di ricalcolare la pensione tutta col sistema contributivo se si va via a 62 anni, perché significherebbe abbassare fortemente l'assegno. Quindi osserva che «la condizione per la tenuta del sistema è il lavoro stabile con diritti e l'applicazione dei contratti nazionali di lavoro. La legge Fornero va modificata - spiega - perché altrimenti progressivamente l'età media di pensionamento si alza e un giovane rischia di andare in pensione a 70 anni». Inoltre fa notare che fissare «regole uguali per tutti, quando i lavori non sono uguali e l'aspettativa di vita è diversa a seconda del lavoro che si fa, è un'ingiustizia».«Il sindacato è pronto a fare una discussione con il governo sulla riforma previdenziale guardando alla sostenibilità economica del sistema ma vuole che l'attenzione sia rivolta alla sostenibilità sociale», afferma Pierpaolo Bombardieri. Resta poi, aggiunge, la confusione tra spesa previdenziale e assistenziale: «Un errore grossolano. In questo periodo abbiamo assistito a livelli di profitti incredibili delle multinazionali: possiamo pensare ad un'extra tassa a favore di chi ha sofferto? È sostenibile che dopo 41 anni di lavoro una persona non possa andare in pensione? Quanti giovani saranno in grado di avere 41 anni di contributi continuativi? » 

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