Anglotedesco

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venerdì 14 maggio 2021

Il giudice di Catania scagiona Salvini. Nessun processo per il caso Gregoretti

 



«Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste». Sono bastati una manciata di secondi al giudice dell'udienza preliminare di Catania, Nunzio Sarpietro, per chiudere la vicenda Gregoretti. Nessun reato, dunque nessun sequestro di persona per Salvini. Archiviazione con la formula più piena e la vicenda Gregoretti finisce qui.Non ci sarà dunque processo per l'ex ministro dell'Interno, come invece è stato deciso un mese fa a Palermo con il rinvio a giudizio per la vicenda Open Arms. «Quando gli italiani mi daranno di nuovo l'occasione di tornare al governo, sulla vicenda migranti rifarò le stesse scelte, ho fatto solo il mio dovere nell'interesse degli italiani e del mio paese», ha commentato Salvini appena uscito dall'aula bunker del carcere della Bicocca.Con un sorriso appena accennato e l'espressione compiaciuta, l'ex ministro dell'Interno ha rimarcato le differenze fra il procedimento di Palermo che lo vedrà alla sbarra a metà settembre, «meno approfondito di questo», e quello di Catania, che «ha accertato la verità sentendo testimoni e acquisendo migliaia di pagine di documenti». Ma che soprattutto, nei fatti, ha sdoganato le sue scelte politiche. Tant'è che non ci ha pensato un secondo a ribadire: «Se non c'è stato sequestro nel procedimento di Catania, non può esserci a Palermo, che è un fascicolo già contenuto e trattato in quello di Catania».Al contrario, dopo aver esultato a Palermo, a uscire con le ossa rotte dall'udienza preliminare di Catania sono state le parti civili: AccoglieRete, Legambiente, Arci e una famiglia di migranti a bordo della Gregoretti. «Attendiamo le motivazioni, poi utilizzeremo ogni strumento giuridico a nostra disposizione per ribaltare questa decisione - hanno commentato gli avvocati delle parti civili -. Purtroppo in questa udienza preliminare non c'è stata un'accusa incisiva, la procura di Catania si è tirata indietro e noi abbiamo dovuto supplire al suo ruolo».L'archiviazione di Salvini sul caso Gregoretti ha scatenato il giubilo dei leghisti, con dichiarazioni da vittoria del Mondiale di calcio arrivate dai ministri fino all'ultimo dei consiglieri di circoscrizione. Dichiarazioni alle agenzie di stampa, ai giornali, alle radio, in televisione, sui social, con un fiume di tweet che ha monopolizzato i media per oltre un'ora dopo la decisione del giudice di non processare il loro leader.Oltre al popolo del Carroccio, si sono congratulati Giorgia Meloni, l'alleato che punta alla leadership del centro destra, Silvio Berlusconi («è stata un'affettuosa telefonata, non sta benissimo ma ne uscirà bene - ha svelato Salvini -, è un guerriero) e Antonio Tajani di Forza Italia oltre al leader di Cambiamo, Giovanni Toti.«Purtroppo registro un silenzio assordante da sinistra. Non ho ricevuto una telefonata, un messaggio, un telegramma - commentava il leader leghista , rigenerato dalla sentenza di Catania -. Non me li aspettavo per il processo ma per le minacce di morte almeno...». Un attacco alla sinistra iniziato già subito dopo il decreto del giudice: «Questa sentenza serve anche alla sinistra. Abbiamo la sinistra più retrograda d'Europa che usa la magistratura per vincere le elezioni perché non riesce a vincerle nelle urne». 

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