Anglotedesco

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domenica 16 maggio 2021

Il "gran rifiuto" di Albertini: «Non mi candido a sindaco»

 


Rinuncia alla corsa a sindaco di Milano, ma si dice pronto e disponibile a sostenere il candidato del centrodestra, anche con una lista civica. Gabriele Albertini, ex sindaco del capoluogo lombardo, ufficializza il "No" alla sua corsa a palazzo Marino, come aveva annunciato, con un intervento pubblicato sul proprio sito. E lo fa in una giornata simbolica che «coincide con la data in cui nel 1997 ho giurato da sindaco per la prima volta», rivolgendosi ai milanesi, «agli amici e sostenitori, ai leader del centro-destra: Matteo Salvini, Giorgia Meloni, e Silvio Berlusconi, al quale rivolgo con affetto un augurio di pronta guarigione».La conferma del passo indietro, annunciato già tre settimane fa, riapre ora i giochi per il candidato. Intervenendo a Sky Tg24, Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, rimette sul tavolo il nome di Maurizio Lupi, presidente di "Noi con l'Italia", che «potrebbe essere un eccellente candidato, poi ne parleremo con i nostri alleati». A Roma, Tajani auspica che «ci sia Bertolaso», nonostante la posizione netta espressa nei giorni precedenti. «Mi auguro che alla fine accetti - afferma Tajani -. Se questo non avvenisse dovremo andare a un candidato politico che potrebbe essere Maurizio Gasparri».In settimana, il centrodestra si era riunito, come richiesto da più parti, per discutere di programmi, strategie e nomi. Ed è previsto per mercoledì un nuovo tavolo di coalizione che servirà a compattarsi in vista delle amministrative di ottobre che vedranno al voto anche altre grandi città, come Napoli e Bologna. L'annuncio della sua decisione, Albertini lo ha reso pubblico dopo aver informato i leader della coalizione. Una conferma arrivata nonostante il pressing dei giorni scorsi da parte del centrodestra, nel tentativo di fargli cambiare idea: nei sondaggi, infatti, l'ex sindaco di Milano è dato favorito contro Beppe Sala, attuale primo cittadino, in corsa per un altro mandato. Non è però una chiusura all'agone elettorale: Albertini si è detto disponibile «nel corso della futura campagna ad accompagnare il candidato sindaco, sia nei contenuti sia nella definizione e nella partecipazione a una lista civica, fattore, secondo me, fondamentale per la vittoria elettorale». Il rifiuto della candidatura è «un insieme di ragioni personali», per le quali «non posso accettare questa generosa opportunità offertami». Per Milano, Albertini, vede un sindaco «giovane» che rappresenti «le categorie produttive in vista della imminente ripresa, e che conosca tutte le realtà di questa città, anche quelle rese più fragili dalla pandemia. Anche la squadra dovrà essere attentamente scelta, competente, laboriosa, adeguatamente bilanciata tra i generi». Soprattutto le risorse «eccezionali» in arrivo per Milano richiedono di essere gestite «da una amministrazione eccezionale, ovvero una vasta coalizione di forze politiche e produttive, responsabili e volenterose. Il Governo Draghi si appresta a varare una serie di misure che assicureranno all'Italia risorse europee per 209 miliardi per la ripresa dopo l'emergenza sanitaria. In virtù di questo anche Milano riceverà una disponibilità ingente di risorse». 

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